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Home Sport ATP Challenger San Benedetto Tennis Cup 15 – 21 luglio 2019

La meravigliosa cornice della Riviera delle Palme ha ospitato l’ ATP Challenger San Benedetto Tennis Cup 2019, andata in scena dal 15 al 21 luglio presso il locale circolo tennis MAGGIONI.

Quest’ anno il torneo ha subito importanti modifiche, così come previsto dall’ ATP, che ha imposto l’aumento dei partecipanti da 32 a 48 giocatori, con un aggravio di spese sul bilancio dell’ organizzazione, soprattutto in relazione all’ hospitality e al trasporto dei giocatori. Il montepremi complessivo è sceso a 46.600 euro con l’amministrazione comunale che ha contribuito con 20 mila euro.  L’ evento, organizzato da CRIONET in collaborazione con CT Maggioni, si conferma una tappa fondamentale del circuito ATP Challenger a livello internazionale.

Nel corso degli anni il torneo ha visto la partecipazione e la vittoria di campioni del calibro di Stan Wawrinka, Fabio Fognini ( recente trionfatore al Monecarlo Rolex Master 1000 ) Matteo Berrettini ( astro nascente del tennis italiano e grande protagonista quest’ anno durante la stagione sull’ erba, con la vittoria al 250 di Stoccarda, la semifinale al Gerry Weber Open 500 di Halle e gli ottavi a Wimbledon, sconfitto da Roger Federer ) Albert Ramos Vinolas e Damir Dzumhur solo per citarne alcuni. Detentore del titolo 2018 è Daniel Elahi Galan, uscito quest’ anno ai sedicesimi per mano del Brasiliano Rogerio Dutra da Silva, che dopo un match combattutissimo e avvincente aveva la meglio sullo stanchissimo colombiano, che abbandonato dal potente servizio e dal penetrante dritto lungolinea cedeva sotto i colpi del carioca.

Nell’entry list presenti diversi azzurri: Gianluca Mager, Alessandro Giannessi, Federico Gaio, Andrea Arnaboldi, Roberto Marcora, Luca Vanni, Andrea Vavassori, Andrea Pellegrino, Alessandro Bega, Pietro Rondoni e Riccardo Bonadio. Al vincitore, oltre a 80 punti per il ranking Atp, è andato un assegno da 6.190 euro. Ecco nel dettaglio la suddivisione di premi e punti turno dopo turno.

PRIMO TURNO: 225 euro (0 punti)
SECONDO TURNO: 450 euro (5 punti)
TERZO TURNO: 730 euro (9 punti)
QUARTI DI FINALE: 1.260 (20 punti)
SEMIFINALE: 2.160 euro (40 punti)
FINALISTA: 3.650 euro (48 punti)
VINCITORE: 6.190 euro (80 punti)

Fra I 48 giocatori partecipanti c’ era Lorenzo Musetti, recente trionfatore all’ Australian Open Juniores e finalista, sempre nella stessa categoria, allo US Open 2018, invitato al torneo dalla FIT.  Il 17enne di Carrara ha ceduto in volata a Manuel Guinard con il punteggio di 6-2 2-6 7-5 nell’ultimo incontro della sessione serale di lunedì 15 luglio.  Stessa sorte per l’ idolo locale e promessa mancata del tennis nazionale Gianluigi Quinzi, che ha usufruito di un invito da parte della direzione del torneo.  Il Sangiorgese, opposto al vincitore del torneo Renzo Olivo si è ritirato dopo un solo set a causa di un infortunio. Il torneo di San Benedetto resta un “tabù” per il beniamino di casa che ancora una volta aveva richiamato numeroso il pubblico alla “San Benedetto Tennis Cup 2019”.

Ma veniamo alla finale che ha visto opposti lo spezino Alessandro Giannessi all’ argentino Renzo Olivo.  Pronostici perfettamente rispettati, con Olivo che nel corso del torneo ha espresso un tennis più solido, vario e strategico rispetto a Giannessi, oltre a mostrare una tenuta fisica più granitica. L’ Italiano, reduce dalla maratona di quasi 3 ore del giorno precedente, ha resistito nel match per oltre due ore e 45 min.  La finale lo ha portato al ranking 152 ATP, nonostante l’ obiettivo dichiarato dallo spezino nell’ intervista al termine del match sia di rientrare prestissimo fra i primi 100 ( il suo top ranking è stato 84° ATP ).  Medesimo obiettivo dichiarato per il vincitore del torneo Renzo Olivo, che con questa vittoria balza al n. 259 ATP ( ha raggiunto un top ranking di 78 ATP a gennaio 2017 ).

Venendo al match, Olivo ha saputo costruire un gioco più vario, tatticamente intelligente e meno falloso dell’ italiano; l’ Argentino, supportato da un buon servizio e da due buonissimi fondamentali si è dimostrato più solido da dietro e meno arretrato sulla linea di fondo campo rispetto a Giannessi; ha mostrato una maggiore costanza di rendimento, una tenuta fisica che lo ha sostenuto fino alla fine e una capacità di variare i colpi alternando affondi pesanti da dietro a palle corte precise. Pressato con una certa insistenza sulla parte destra del campo il mancino di La Spezia, nel tentativo di opporre una solida resistenza all’ avversario si è spesso visto costretto a continui e rapidi spostamenti sul dritto ( il rovescio è innegabilmente il suo colpo meno efficace) con inevitabile dispendio energetico che ha poi accusato pesantemente sul finale del terzo set. Troppo frequenti le risposte dell’ italiano finite sulla metà campo avversaria, un gioco corto che ha consentito all’ argentino di avanzare coi piedi sulla linea e lavorare con una relativa comodità i suoi affondi lunghi e penetranti. Male anche con le palle corte, morte a rete o facilmente raggiungibili dall’ Argentino, sempre ben posizionato e veloce di gambe. Troppo rari gli insidiosissimi affondi vincenti col dritto lungolinea, un colpo usato dall’ italiano anche in posizione di difesa, imprendibili per Olivo.  A Giannessi va riconosciuto il merito di non essersi mai risparmiato per tutta la durata del match: “ ho dato tutto il possibile e anche di più “ ha dichiarato a fine incontro mostrando una notevole tenuta psicologica e una capacità di resistenza di tutto rispetto di fronte al pressing di un avversario fisicamente più resistente, forte di un gioco più efficace espresso durante tutto il torneo.

Renzo Olivo batte Alessandro Giannessi col punteggio di 5-7 7-6 6-4.

Testo Michele Biancucci, Chiara Virgili.

Foto: archivio CT Maggioni

 

 

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