Home Eventi CALENDARIO APRILE 2016

31 MARZO; 1, 2 E 3 APRILE | GIO, VEN, SAB ORE 21; DOM ORE 17
PESARO | TEATRO ROSSINI
QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO
di Luigi Pirandello
drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
con Valentina Cardinali, Nicola Ciaffoni
Francesca Ciocchetti, Francesco Colella, Elisa Fedrizzi
Elena Ghiaurov, Gilberto Giuliani, Luigi Lo Cascio
David Meden, Sandra Toffolatti, Petra Valentini
Massimo Verdastro, Marouane Zotti
regia Federico Tiezzi
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Nel 1929, anno in cui vide la luce Questa sera si recita a soggetto l’Europa era devastata da una terribile crisi economica. […] Oltreoceano crollava Wall Street. Il testo di Pirandello non parla di questo ma si muove su quello sfondo, con quel rumore di fondo. Il testo si basa, come avviene anche per molti altri drammi di Pirandello, su una novella Leonora addio! del 1910 in cui si racconta di Mommina innamorata del Trovatore di Verdi e tenuta prigioniera dalla gelosia del marito Rico Verri. Ma il soggetto vero del testo è l’imprevedibilità di ciò che accade sulla scena quando si inizia a provare uno spettacolo e un regista/demiurgo entra in conflitto con attori/creature, tanto da costituirne in più scene il correlativo oggettivo. Gli attori sono gli insetti che un regista entomologo studia sotto la sua lente di ingrandimento. La natura di Questa sera si recita a soggetto consente di pensarlo teatralmente come un grande trattato di regia, un ‘sistema di sistemi’ teatrali, una relazione di diverse funzioni registiche. Molti teatri sono infatti contenuti in questo testo: il teatro brechtiano, quello naturalistico (e i due lottano l’uno con l’altro), la farsa, il dramma sentimentale, l’opera lirica (continui i riferimenti operistici anche nella trama), nella terza parte si presagisce addirittura il teatro di poesia di Eliot e Pasolini. Questa sera si recita a soggetto è la terza opera della trilogia del cosiddetto teatro nel teatro. Ma, se nelle prime due opere della Trilogia, Sei personaggi e Ciascuno a suo modo, la teatralità è concepita come tentativo di salvezza rispetto alla vita, in Questa sera il teatro è un’illusione che viene spazzata via. La vita si riprende il suo spazio. Se il teatro cerca di stilizzarla, ne riceve una controspinta. Il teatro ammutolisce. Il testo mostra alla fine il suo grido bergmaniano, uno strazio; anche il ragionamento diventa doloroso. Lo spettacolo vorrei che somigliasse a un trattato scientifico. Hinkfuss, il regista mago al quale gli attori si ribellano, compone un trattato matematico sulla regia, intesa come ciò che apre ferite all’interno di un testo, all’interno del teatro. Una sorta di Galileo novecentesco che scrive sulla pagina bianca del palcoscenico il suo trattato scientifico su cosa sia il teatro, la regia… Una delle caratteristiche di Questa sera si recita a soggetto è la decostruzione del linguaggio, la frantumazione delle frasi, l’inciampo del periodo, l’esplosione della sintassi: in tutto questo vedo una speciale malattia dei personaggi, specchio di quella crisi economica e sociale che frantumò il mondo a partire dal finire degli anni venti del ‘900. Un universo sociale, economico e linguistico prossimo al disastro, all’afasia.
Federico Tiezzi

1, 2 E 3 APRILE | VEN, SAB ORE 21; DOM ORE 17
FANO | TEATRO DELLA FORTUNA
VENERE IN PELLICCIA
di David Ives
con Sabrina Impacciatore e Valter Malosti
regia Valter Malosti

In un teatro, dopo una giornata passata a fare audizioni per trovare l’attrice che possa interpretare il lavoro che si prepara a mettere in scena, Thomas si lamenta al telefono del basso livello delle candidate. Nessuna di loro possiede lo stile necessario per il ruolo da protagonista. Mentre sta per uscire appare Vanda… Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco elettrizzante del gatto col topo nel quale si confondono i confini tra fantasia e realtà, seduzione e potere, amore e sesso. È una sorta di duello teatrale tra due attori di grande talento. Da questa pièce teatrale, acclamata e pluripremiata a Broadway ed in tutto il mondo, il regista Roman Polanski nel 2013 ne ha tratto l’omonimo film.

1 APRILE | ORE 21.15
MATELICA | TEATRO PIERMARINI
FRANK RICCI with ALPHONSO JOHNSON
il nuovo progetto live del chitarrista jazz fusion con il bassista di Weather Report e Santana
Frank Ricci chitarra
Alphonso Johnson basso
Adriano Molinari batteria

Nuovo progetto live del bravo compositore e chitarrista jazz rock marchigiano, nato dal work in progress in atto per il nuovo disco A Big Dream II. Dopo l’evento con Stuart Hamm nell’estate 2014, ora al suo fianco c’è un altro straordinario bassista statunitense, Alphonso Johnson, stickista jazz fusion dei Weather Report e poi di Santana, che ha collaborato anche con Billy Cobham, Wayne Shorter, Crusaders, Stanley Clarke, Quincy Jones, Sarah Vaughan, Phil Collins. Completa un super trio Adriano Molinari, batterista di Zucchero dal 2002 e turnista di Scott Henderson, Frank Gambale, Bob Franceschini.

1 APRILE | ORE 21.15
MONTEMARCIANO | TEATRO ALFIERI
EXPERIENCE
QUINTO RIGO PLAYS HENDRIX
con Valentino Bianchi (sax), Andrea Costa (violino), Stefano Ricci (contrabbasso)
Gionata Costa (violoncello) e con Moris Pradella (voce)

Il 27 novembre del 1942 a Seattle nasceva Jimi Hendrix: non solo il più geniale chitarrista di tutti i tempi, ma uno dei massimi autori e musicisti contemporanei. Quintorigo Experience è dedicato interamente al grande chitarrista americano. Precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock, fondendo in modo inedito blues, rhythm and blues, soul, hard, sperimentazione sonora, psichedelia e funky, Hendrix ha segnato indelebilmente almeno tre generazioni.
Figlia dello stesso atteggiamento artistico hendrixiano, fatto di rara versatilità, abilità e disinvoltura nello shakerare suoni e generi musicali fra i più disparati, con questa terza tappa di una trilogia dedicata ai grandi autori internazionali, la band romagnola, dopo il bellissimo e acclamato omaggio a Charles Mingus e quello a Frank Zappa, offre un sentito ed originale tributo al genio dell’artista statunitense.

2 APRILE | ORE 21
SAN GINESIO | TEATRO LEOPARDI
RADIODERVISH
CAFFÈ JERUSALEM
[il concerto sarà preceduto da un incontro a cura del giornalista Massimo Del Papa]

Cafè Jerusalem è il titolo del nuovo progetto musicale dei Radiodervish. Un album dove viene data voce e suono ai ricordi di un mondo che ha vissuto una travolgente trasformazione intorno alla metà del secolo scorso nella città di Gerusalemme. Entrando nella dimensione del caffé mediorientale ci si rivela il carattere multiculturale di una città dove tradizione e modernità si confrontano e dove, grazie alla presenza dei racconti degli Hakawati, i cantastorie che animavano i caffè di Gerusalemme, si entra facilmente in dimensioni fiabesche e surreali parallele. L’eredità culturale palestinese custodita nei semplici oggetti, negli eventi e nella memoria dei personaggi viene mostrata a partire dalla scoperta dell’amore verso il diverso e dall’amara consapevolezza delle difficoltà implicite, in quanto inevitabili trasformazioni hanno mutato il percorso storico di quella terra. Gerusalemme, ancora oggi, continua ad essere al centro di un conflitto singolare, ricco di simboli che condizionano la storia e la coscienza del mondo. Canzoni e brani strumentali si alternano in un affresco impressionistico ispirato ad un testo ambientato nella città eterna concepito da Paola Caridi, scrittrice e giornalista che ha vissuto a Gerusalemme per più di dieci anni.

2 APRILE | ORE 21
TEATRO SANZIO | URBINO
SOAP OPERA DREAM / THEATER OF THE MOON
VOX REGINA
fantasy night opera
scritto e diretto da Silvia Catani

Lo spettacolo Vox Regina ha come obiettivo la conoscenza e divulgazione della musica classica, dal momento che, essa, è stata fonte d’ ispirazione per molte band rock/metal. Una storia di fusione tra due mondi, quello classico e moderno, viene raccontata in Vox Regina (Fantasy Night Opera), che trasforma il teatro in luogo di incontro tra musica classica e il genere rock/metal, con la presenza in scena contemporaneamente della Soap Opera Dream e della band Theater of the Moon.

3 APRILE | ORE 21
CHIARAVALLE | TEATRO VALLE
GIANNI
ispirato alla voce di Gianni Pamparini
di e con Caroline Baglioni

Avevo circa tredici anni. Mio padre tornò a casa e disse che era arrivato il momento di occuparci di Gianni. Era un gigante Gianni. Alto quasi due metri, ma a me sembravano tre. Gianni era proprio grosso e nella mia mente è un film in bianco e nero. Gianni sembra oggi un ricordo lontano, ma era lontano anche quando c’era. Era lo zio con problemi maniaco-depressivi che mi faceva paura. Aveva lo sguardo di chi conosce le cose, ma le ripeteva dentro di sé mica ce le diceva. Fumava e le ripeteva dentro di sé. Gianni non stava mai bene. Se stavamo da me voleva tornare a casa sua. Se stava a casa sua voleva uscire. Se era fuori voleva tornare dentro. Dentro e fuori è stata tutta la sua vita. Dentro casa. Dentro il Cim. Dentro la malattia. Dentro al dolore. Dentro ai pensieri. Dentro al fumo. Dentro la sua macchina. E fuori. Fuori da tutto quello che voleva. Non aveva pace Gianni. Ogni centimetro della sua pelle trasudava speranza di stare bene. Stare bene è stata la sua grande ricerca. Ma chi di noi non vuole stare bene? Cercava le “condizioni ideali” Gianni, e parlava, parlava di “quando prima”. “Prima” era una delle sue parole preferite. Prima Gianni stava bene, si era ammalato da giovane, ma non così giovane da non potersi ricordare del “prima”, del basket e delle donne che aveva avuto.
Nel 2004, in una scatola di vecchi dischi, ho trovato tre cassette. Tre cassette dove Gianni ha inciso la sua voce, gridato i suoi desideri, cantato la sua gioia, espresso la sua tristezza. Per dieci anni le ho ascoltate riflettendo su quale strano destino ci aveva uniti. Un anno prima della mia nascita Gianni incideva parole che io, e solo io, avrei ascoltato solo venti anni dopo. E improvvisamente, ogni volta mi torna vicino, grande e grosso, alto tre metri e in bianco e nero. Caroline Baglioni

3 APRILE | ORE 17
CAGLI | TEATRO COMUNALE
Andar per Fiabe
Fondazione Luzzati e Teatro della Tosse
LE DODICI FATICHE DI ERCOLE
regia Enrico Campanati
con Alessandro Damerini e Sarah Pesca

Un viaggio tra le storie del Mediterraneo antico attraverso un grande gioco dell’oca in cui due attori interagiscono con i bambini facendo conoscere loro le avventure di Eracle (Ercole per i romani), mito nato dalla tradizione della stirpe dorica. A ogni tappa di questo gioco speciale corrisponde una fatica. Non si tratta però di una fatica qualunque, ma una di quelle che ha dovuto superare il mitico Ercole con il leone di Nemea, il cinghiale di Erimanto, la cerva Cerinea, il toro di Creta, le tre spaventose teste del Cerbero, le cavalle di Diomede e gli uccelli del lago Stinfalo, per non parlare del nauseante odore delle stalle di Augia.
E la Regina Ippolita?
Ma certo lei si nasconde tra il pubblico…

3 APRILE | ORE 17 E ORE 18.15
MONDAVIO | TEATRO APOLLO
Andar per fiabe
PICCOLI VOTI DI SCUOLA. PICCOLI TRUCCHI PER DIFENDERSI
Incontro/Spettacolo con l’auotre Luigi Dal Cin

Non sai come prepararti per la verifica? Sei una catastrofe in italiano e vuoi diventare uno scrittore? Ti hanno rubato la bici mentre eri in classe? Arrivi sempre in ritardo a scuola e non sai più come giustificarti con la maestra? Non sai come difenderti dall’amica appiccicosa della mamma che incontri ogni giorno fuori dalla scuola? Niente paura! Lo scrittore Luigi Dal Cin vi presenterà le sue personalissime soluzioni. E vi svelerà se è proprio vero che uno scrittore che ha già pubblicato 100 libri, quando frequentava la scuola elementare, andava bene in italiano.

Luigi Dal Cin, nato a Ferrara, ha pubblicato 100 libri di narrativa per ragazzi. Tradotti in 10 lingue, ha già ricevuto una decina di premi nazionali di letteratura per ragazzi, tra cui il prestigioso Premio Andersen 2013 come autore del miglior libro 6/9 anni.

3 E 4 APRILE | ORE 21
MACERATA | TEATRO LAURO ROSSI
5 APRILE | ORE 21
MAIOLATI SPONTINI | TEATRO G. SPONTINI
Emilia Romagna Teatro Fondazione
Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile del Veneto
SETTE MINUTI
di Stefano Massini
con Ottavia Piccolo
regia di Alessandro Gassmann

7 minuti di Stefano Massini, basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese è, in questo passaggio storico, il testo che andavo cercando. Parliamo di lavoro, di donne, di diritti, lo faremo dando voce e anima a undici protagoniste operaie che ci permetteranno di raccontare con le loro diverse personalità̀, le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀ lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento. Il linguaggio di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso nel descrivere i rapporti ed i percorsi di vita di undici donne, madri, figlie, tutte appunto diverse tra loro, ma capaci di raccontarci una umanità̀ che tenta disperatamente di reagire all’incertezza del futuro. Ottavia Piccolo, Blanche, rappresenterà̀, tra questi undici caratteri, la possibilità̀ di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno registico, come mia abitudine, si concentrerà̀ sul tentativo di dare verità̀ a queste anime, descrivendone, in una scenografia iperrealista, tutte le diversità̀, emozioni, incomprensioni, tentando, come sempre, di amplificare le emozioni già presenti nel testo. Il teatro può davvero essere luogo di denuncia senza mai rinunciare alla produzione di emozioni, questo ho fatto finora e continuerò̀ a fare con 7 minuti. Alessandro Gassmann

3 APRILE | ORE 21.15
PORTO SANT’ELPIDIO | TEATRO DELLE API
COME NE VENIMMO FUORI
con Sabina Guzzanti

In un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata, per pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato. “Il secolo di merda” – così è detto – viene ricordato ogni anno perché non se ne perda memoria e si scongiuri il pericolo che la storia possa ripetersi.
Cosa aveva spinto gli uomini e le donne dell’epoca a cadere tanto in basso, fra frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore trascorse a litigare su facebook e a guardare programmi demenziali, incapaci di reagire alle innumerevoli e continue angherie? In questo futuro felice, si è diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti nel secolo di merda fossero semplicemente degli emeriti imbecilli e che studiarli sia una perdita di tempo. Per confutare questa spiegazione sbrigativa, SabnaQƒ2 ha invece preparato una ricerca accurata: ha esaminato la televisione dell’epoca, i suoi leader, le convinzioni economiche e politiche, i passaggi storici, restituendoci una imperdibile conferenza spettacolo sull’attualità anche attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei e consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie!

6 APRILE | ORE 21
PESARO | CHIESA DELL’ANNUNZIATA
Anagoor
MAGNIFICAT
di Alda Merini
con Paola Dallan
regia Simone Derai

…Mi hai sprofondata / nella carne angelica…

Alda Merini ci lascia il I novembre 2009. La compagnia veneta Anagoor torna a Pesaro – dopo il successo ottenuto nel 2014 al Rossini con Lingua Imperi – e le rende omaggio, riconoscendola come una delle esponenti più incisive della poesia italiana e più significative per il proprio percorso. Qui i versi della poetessa occupano una dimensione di esclusiva concentrazione. Con la versatilità tonale che la distingue, Paola Dallan presta la voce a un lungo poemetto e alla sua protagonista: Magnificat, uno dei più recenti componimenti della Merini che ne testimonia la fase mistica. In esso, senza biografismi, né agiografia, l’autrice restituisce la complessità di Maria: una creatura di luce e carne, fragile, smarrita, spaventata e perdutamente innamorata di Dio.

Parallelamente alla ricerca sull’icona e sulle immagini, la compagnia torna a dedicarsi alla parola poetica e si concentra esclusivamente sull’elaborazione musicale e vocale. L’impatto dell’interpretazione, affidata alla sensibilità della Dallan e alla riproduzione acustica del medium telefonico, colma il vuoto scenico: l’ascolto assorbe ogni attenzione e conduce in un viaggio denso di suggestioni. Con la scelta tematica, Anagoor conferma la propria predisposizione spirituale e intellettuale all’indagine metafisica: un interesse per il sacro che nasce e cresce in un contesto storico e geografico segnato dalle lacerazioni culturali e sociali inferte dalle radicali trasformazioni economiche.

7 APRILE | ORE 21
ANCONA | AULA MAGNA DI ATENEO “GUIDO BOSSI”
S4U – Storie e Suoni all’Università
ANDREA SCANZI E FILIPPO GRAZIANI
FUOCO SULLA COLLINA

Un figlio che canta il padre può suscitare malinconia o reiterare una magia. In questo caso non c’è alcun dubbio che si tratti della seconda. Coadiuvato in scena dalle sapienti parole dell’amico Andrea Scanzi, noto giornalista de “Il Fatto Quotidiano” profondo conoscitore e divulgatore della musica d’autore italiana – da Gaber a De Andrè – e grande estimatore di Ivan, ci conduce in un viaggio commosso ed emozionante alla riscoperta di uno degli artisti più innovativi, ferocemente ironici e talentuosi del panorama musicale italiano, refrattario alle catalogazioni, selvaggiamente libero. Così originale, e geniale, che in troppi lo hanno dimenticato. Forse perché non era banale. Forse perché era troppo avanti.

7 APRILE | ORE 21
URBINO | TEARO SANZIO
PETRA MAGONI/FERRUCCIO SPINETTI
con la partecipazione straordinaria di
DANIELE DI GREGORIO
MUSICA NUDA

Un incontro fortuito voluto dal destino quello tra Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, duo che risponde al nome di Musica Nuda. Cantante solista con all’attivo già quattro album, nel gennaio 2003 Petra Magoni aveva in programma un mini-tour in alcuni piccoli club della “sua” Toscana con un amico chitarrista. Proprio il giorno del loro primo concerto, quest’ultimo si ammala. Petra, invece di annullare la data, chiede a Ferruccio, già contrabbassista degli Avion Travel, di sostituirlo all’ultimo minuto.
Il concerto ottiene un tale successo che i due protagonisti di questo “Voice’n’bass” combo, nel giro di qualche settimana, mettono insieme un intero repertorio composto dalle canzoni che più amano e di slancio registrano in una sola giornata il loro primo album Musica Nuda, titolo che darà poi il nome anche al loro duo.
In dodici anni di intensa attività concertistica in tutto il mondo, Musica Nuda ha collezionato riconoscimenti prestigiosi vantando nel proprio palmarès la “Targa Tenco 2006” nella categoria interpreti, il premio per “Miglior Tour” al Mei di Faenza 2006 e “Les quatre clés de Télérama” in Francia nel 2007.
Nel corso degli anni, Ferruccio e Petra hanno portato il loro progetto in giro per il mondo, riuscendo a raggiungere anche spazi prestigiosi tra cui l’Olympia di Parigi, l’Hermitage di San Pietroburgo. Inoltre, sono stati ospiti del Tanz Wuppertal Festival di Pina Bausch e, sempre in Germania, hanno aperto i concerti di Al Jarreau.
Nel marzo 2014 sono stati gli unici ospiti musicali della “Giornata Mondiale del Teatro” che si è celebrata all’interno del Senato della Repubblica, alla presenza del Presidente Pietro Grasso.

7 APRILE | ORE 21.15
URBANIA TEATRO BRAMANTE
Fattore K e Accademia Nazionale Silvio D’Amico
BESTIA DA STILE
di Pier Paolo Pasolini
con Gabriele Portoghese, Valeria Almerighi, Arianna Di Stefano,
Paolo Minnielli, Xhuljo Pethuschi, Carmelo Alù, Emanuele Linfatti

Ho scritto quest’opera teatrale dal 1965 al 1974, attraverso continui rifacimenti, e quel che più importa, attraverso continui aggiornamenti: si tratta, infatti, di un’autobiografia.
Pier Paolo Pasolini, dalla nota introduttiva di Bestia da Stile

Pubblicato nel 2005, Bestia da Stile, a cui Pasolini lavorò a più riprese a cavallo del ’68, rappresenta una riflessione sulla difficoltà di raccontare i conflitti della modernità. La vicenda si svolge negli Anni ’30 in Boemia e ha come protagonista Jan, doppio del poeta e ispirato allo studente cecoslovacco che si diede fuoco durante la Primavera di Praga. Pasolini ripercorre le tappe della sua formazione letteraria e politica e al tempo stesso affronta e subisce l’ingiuria della storia, la guerra, la dispersione e la degradazione degli affetti. Bestia da Stile è l’evoluzione del progetto Pier Paolo Pasolini – Poeta delle ceneri, diretto dal regista Giorgio Barberio Corsetti.
Fabio Condemi ha una mano delicata e consapevole, fa nascere la creazione dal rapporto con gli attori e dal pensiero sul testo, dalla ragione e dalla necessità delle scelte. È attratto dalla poesia e ha una grande sensibilità nel percorrere le strade oscure di un linguaggio denso e turbolento, come quello di Pasolini. Crea una bellissima aderenza e contrappunto al testo. In questo duplice movimento, che Fabio attua nella pratica della creazione teatrale, sta anche la forza del linguaggio poetico di Pasolini, dove la Poesia è magma oscuro e bruciante e la ragione dell’ideologia diventa materia poetica di questa incandescenza originaria. Giorgio Barberio Corsetti

8 APRILE | ORE 21
SENIGALLIA | TEATRO LA FENICE
9 E 10 APRILE | SAB ORE 20.30 E DOM ORE 17.30
ASCOLI | TEATRO VENTIDIO BASSO
MUMMENSCHANZ
THE MUSICIANS OF SILENCE

Fondata a Parigi nel 1972 da Bernie Schürch e Andres Bossard, in collaborazione con Floriana Frassetto, la compagnia svizzera di teatro-danza Mummenschanz, che fa sognare gli spettatori di tutto il mondo attraverso il linguaggio muto delle forme e dei colori, nasce da un progetto artistico fortemente sentito dal trio originario in seguito a intensi anni di studio e di sperimentazione nell’ambito del mimo e della danza. In quegli anni il trio offrì un’alternativa significativa non soltanto al lunare Pierrot, ma anche alla espressività della danza classica. Attraverso un dispositivo assolutamente moderno, fu sviluppato uno spettacolo unico nel suo genere, basato sulla straordinaria capacità espressiva del linguaggio mimico dei corpi degli oggetti-maschere.
Per il trio, spiega la sua cofondatrice Floriana Frassetto, Mummenschanz rappresenta un “gioco di possibilità”, il tentativo di raccontare una storia lungo il filo sottile delle immagini, senza musica né parole, attraverso la potenza creativa del linguaggio non verbale dei corpi e delle forme. Applauditi sui più importanti palcoscenici internazionali, oggi i Mummenschanz sono molto di più di un nome. Il loro lavoro è diventato una forma d’arte che ha affascinato e tuttora affascina spettatori di ogni età e di ogni estensione geografica. Oggi Mummenschanz è mito – un mito avvolto nel mistero. Definiti anche musicisti del silenzio, gli artisti di Mummenschanz mettono in scena una suggestiva metamorfosi delle forme e dei colori. Le loro storie sono meramente visive. Non ci sono accompagnamenti musicali, né scenografie. Soltanto oggetti e oggetti-maschera, soltanto corpi e corpi-oggetto che si sviluppano su uno sfondo nero componendo un linguaggio ludico che tutti sono in grado di comprendere, purché si dia spazio al potere della fantasia e dell’immaginazione.

8 APRILE | ORE 21.15
OSIMO | TEATRO LA NUOVA FENICE
Ricerca di teatro
Teatro a Sudest
PANE E CORAGGIO
scritto e diretto da Sandro Cattaneo e Cosimo Gallotta

Pane e coraggio. Il primo un alimento necessario per sopravvivere; il secondo un elemento indispensabile per vivere. Il titolo dello spettacolo, che volutamente richiama una canzone d’autore, è il pretesto per evocare, attraverso parole e musiche, emozioni e suggestioni legati al tema della terra, della concretezza, dell’appartenenza e, al contempo, per riflettere provocatoriamente sulla nostra liquida ed effimera società.
Sandra Cattaneo e Cosimo Gallotta – fondatori della compagnia veneta Teatro a Sudest ormai trapiantata in Osimo – ripropongono in questa nuova opera il loro ormai avviato sodalizio artistico e umano. Rifacendosi a quello che è diventato un loro marchio d’autore, uno stile scarno che mescola il racconto, le immagini e la musica dal vivo, grazie anche alla collaborazione di validi musicisti, colpiscono in più modi contemporaneamente lo spettatore chiamato non solo ad assistere bensì a partecipare all’evento.

8 APRILE | ORE 21.30
MONTEGRANARO | TEATRO LA PERLA
Piero Massimo Macchini
RADICAL GREZZO
di Piero Massimo Macchini e Domenico Lannutti
regia Max Giusti

Piero Massimo Macchini non ci fa. Ci è proprio. Un po’ tonto, un po’ furbo o semplicemente comico. Dopo aver girato il mondo con lo spettacolo di pantomima “Brainstorming, teste nella tempesta”, racconta la sua vita, prima in Complesso di Edipo in Tour per la regia di Domenico Lannutti e poi in ScherziAmo, chi nasce per gioco non può che vivere in allegria” per la regia di Max Giusti.
Oggi, nel suo alter ego più comunicativo, il Provincialotto, sceglie di rivelare al mondo il suo codice etico, sintetizzato perfettamente in due sole parole: radical grezzo. Puro, integrale, non raffinato, ma neanche contaminato. Stanco della marchigianità da cartolina dichiara guerra a chi si vergogna della propria identità territoriale e abbandona ogni sentimento di pluralismo intellettuale per un sano e moderno bigottismo cosmopolita. Il Provincialotto sente di poter contribuire alla solidità della “cultura media” e alla nascita di una nuova maschera per la commedia dell’arte.
“Siamo proprio sicuri che tutti debbano essere super intelligenti? Istruitissimi? Dobbiamo tutti per forza essere dei geni? Immaginiamo una società in cui la convinzione più diffusa sia di essere culturalmente poco elevati. Credo che saremmo tutti più curiosi e più vogliosi di imparare gli uni dagli altri. Ci sarebbe molta più spontaneità e molto più interscambio sociale. Io voglio essere di cultura media, perché i tanto intelligenti come Mario Tarquini o gli stupidi stupidi come Claudio Sdolzini, il proprietario del bar del Triangolo, hanno rovinato questa povera Italia.” In un mondo in cui tutti sono opinionisti, tutti sono bravissimi a giudicare, ma nessuno sbaglia mai, il Provincialotto si dissocia con un atto di grande incoerenza. Dichiara con orgoglio e con quel poco di onestà intellettuale che possiede: “Sì, io sono un radical grezzo e affronto tutto, ma proprio tutto con il sorriso sulle labbra”. Piero Massimo Macchini

8 APRILE | ORE 21.15
MONDAVIO | TEATRO APOLLO
UN MEMORIALE
con Giorgio Donini
regia Francesco Calcagnini e Giorgio Donini

Memoriale è il romanzo d’esordio di Volponi, pubblicato per la prima volta nel 1962. Il tema principale attorno al quale ruota il testo è l’alienazione del lavoratore, con particolare riferimento all’Italia nel boom economico del secondo dopoguerra. Pensare uno spettacolo dedicato a Paolo Volponi è, da parte mia, un azzardo. Tuttavia voglio assumermi questa responsabilità, per mostrare alcuni frammenti di questo suo romanzo importantissimo, Memoriale, dal quale vorrei estrapolare una riduzione, per raccontare la grandezza di questo poeta–scrittore e mio concittadino. E’ un omaggio. Voglio restituirgli alcune emozioni, suggestioni, attraverso alcuni monologhi, letture, interviste, immagini di repertorio. Ci sarà una co-regia in questa proposta di spettacolo, che svolgerò assieme al mio amico fraterno Francesco Calcagnini, lasciandoci guidare dall’esemplare originalità letteraria di quest’autore straordinario. Giorgio Donini

9 APRILE | ORE 21
FERMO | TEATRO DELL’AQUILA
ENRICO IV
di Luigi Pirenadello
diretto e interpretato da Franco Branciaroli

Franco Branciaroli, dopo i recenti successi ottenuti con Servo di scena, Il Teatrante e Don Chisciotte, continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro portando sulla scena Enrico IV, dramma in tre atti di Luigi Pirandello, scritto nel 1921 e rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano. Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità. In una lettera che Pirandello scrive a Ruggero Ruggeri – uno degli attori più noti dell’epoca – il drammaturgo agrigentino dopo avergli raccontato la trama, conclude dicendogli che vede in lui il solo attore in grado d’interpretare e dare corpo e anima al ruolo del titolo. Scrive infatti:“Circa vent’anni addietro, alcuni giovani signori e signore dell’aristocrazia pensarono di fare per loro diletto, in tempo di carnevale, una “cavalcata in costume” in una villa patrizia: ciascuno di quei signori s’era scelto un personaggio storico, re o principe, da figurare con la sua dama accanto, regina o principessa, sul cavallo bardato secondo i costumi dell’epoca. Uno di questi signori s’era scelto il personaggio di Enrico IV e per rappresentarlo meglio possibile s’era dato la pena e il tormento d’uno studio intensissimo, minuzioso e preciso, che lo aveva per circa un mese ossessionato. […] Senza falsa modestia, l’argomento mi pare degno di Lei e della potenza della Sua arte.” Il personaggio di Enrico IV, del quale magistralmente non ci viene mai svelato il vero nome, quasi a fissarlo nella sua identità fittizia, è descritto minuziosamente da Pirandello. Enrico è vittima non solo della follia, prima vera poi cosciente, ma dell’impossibilità di adeguarsi ad una realtà che non gli si confà più, stritolato nel modo di intendere la vita di chi gli sta intorno e sceglie quindi di ‘interpretare’ il ruolo fisso del pazzo.

9 APRILE | ORE 21.15
TOLENTINO | TEATRO DON BOSCO
Pragma Srl
REFUSI.COMBATTI L’IGNORANZA
di Roberta Skerl
con Saverio Marconi, Enzo Casertano, Maria Lauriam Fabio Avaro
regia Vanessa Gasb

Refusi è una commedia brillante nata dall’incontro di due personalità femminili coraggiose, argute: Roberta Skerl, drammaturga milanese dalla penna particolarmente prolifica ed originale e Vanessa Gasbarri regista appassionata e incisiva. Uno spettacolo dall’ironia trascinante ed al contempo capace di rivolgere uno sguardo lucido, disincantato ed acuto sulla società che ci circonda, con tutte le sue piccole e grandi follie che mettono a repentaglio il nostro equilibrio sempre più precario. I refusi sono gli errori di stampa e sono l’ossessione di Rodolfo Marra (Saverio Marconi), correttore di bozze a riposo, che, in un momento di grave depressione, sente il bisogno di sfogare le propire pene su due inconsapevoli tecnici dei citofoni e sulla domestica ucraina (un terzetto di irresistibili interpreti della commedia all’italiana: Fabio Avaro, Enzo Casertano e Maria Luria).

9 APRILE | ORE 21.15
MATELICA | TEATRO PIERMARINI
L’ARCA
GENERAZIONE BEAT
dove eravate nel ‘66
un musical di Andrea Michelini

1966. Quattro ragazzi influenzati dalle novità musicali trasmesse dalla radio e dall’improvviso successo dei complessi, vivono la loro adolescenza nel sogno di sfondare con la musica, suonando in uno scalcinato seminterrato con strumenti improvvisati. Dovranno però scontrarsi con la visione “borghese-conservatrice” dei loro genitori che si rivela il vero ostacolo tra la realtà e i loro sogni.

9 APRILE | ORE 21.15
SAN LORENZO IN CAMPO | TEATRO TIBERINI
International Opera Studio
A TEMPO D’OPERA
La Favola di Orfeo ed Euridice
con Rie Horiguchi, Sara Zhazitova, Mariami Gogbershvili
e con Quartetto Internazionale d’Archi diretto da Salvatore Francavilla
voci recitanti Francesca Modugno e Cristian Della Chiara

Orfeo ed Euridice è un’opera composta da Christoph Willibald Gluck su libretto di Ranieri de’ Calzabigi. Propone la romantica vicenda del cantore Orfeo, il quale, stravolto dal dolore per la perdita dell’amata Euridice, non vuole arrendersi a tale verdetto sfidando le tenebre della morte per riuscire a riportarla in vita. Fu rappresentata per la prima volta il 5 ottobre 1762 al Burgtheater di Vienna con Gaetano Guadagni (Orfeo), Marianna Bianchi (Euridice) e Lucia Claverau (Amore). A questa prima seguirono oltre 100 repliche e l’entusiasmo fu tale che l’imperatrice Maria Teresa alla seconda recita donò a Gluck un preziosissimo anello d’oro e diamanti. L’opera è passata alla storia come la più famosa tra quelle composte da Gluck, e, pur nelle molteplici rivisitazioni, è stata una delle poche opere settecentesche, se non addirittura l’unica non mozartiana, a rimanere sempre, fino ad oggi, in repertorio nei principali teatri lirici del mondo. Oggi International Opera Studio, in collaborazione con Amat, la ripropone in forma scenica, in un solo atto, come concerto per strumenti, canto e voci recitanti, per il progetto speciale A Tempo d’Opera. Il gusto del melodramma. Il pubblico sarà invitato a degustare sia l’essenza dell’opera di Gluck tramite la lettura della storia di Orfeo ed Euridice (affidata ai due attori) e alternata alle sue più celebri arie musicali, sia i sapori della cena allestita nel foyer del Teatro.

10 APRILE | ORE 17
FABRIANO | TEATRO GENTILE
GALÀ DELLA DANZA
con le scuole di danza della città

Una serata dedicata esclusivamente alla danza i cui protagonisti possano essere i danzatori (allievi oppure formazioni in crescita) di Fabriano: che siano le Scuole di danza con estratti dei saggi di fine anno oppure coreografie ad hoc, oppure formazioni di ragazze e ragazzi che stiano creando un proprio percorso artistico, la serata sarà l’occasione per vedere nel corso di un unico evento le diverse espressioni dell’arte coreutica firmate dalle realtà del territorio fabrianese.

10 APRILE | ORE 17
URBINO | TEATRO SANZIO
Principio Attivo Teatro
LA BICICLETTA ROSSA

La bicicletta rossa nasce da una forte necessita di raccontare e tradurre per la scena la storia di una famiglia capace di parlare dell’oggi.A tenere il filo della narrazione c’è Marta che come se sfogliasse un album fotografico ci racconta le strampalate ed eroiche avventure della sua famiglia. Marta non è in scena o meglio, c’è ma non si vede, è nel pancione di sua madre e proprio all’inizio dello spettacolo annuncia: “questa e la storia della mia famiglia prima che nascessi”. La famiglia di Marta per vivere mette le sorprese negli ovetti di cioccolato ma a complicare la sua vita, come la vita di un intero paese, c’e BanKomat il personaggio negativo, proprietario di tutto, della fabbrica degli ovetti, della casa ma anche della luna e delle stelle e nulla puo essere fatto senza pagare qualcosa a BanKomat.
Il linguaggio utilizzato, ora comico ora riflessivo, narra le peripezie per la sopravvivenza di questa strampalata famiglia e la forza di trasformare uno strumento di vessazione e oppressione in mezzo di liberazione, grazie a Pino, il fratello di Marta, che quasi per caso farà ritrovare dignità e riscatto a tutti. Trasformare la quotidianità in un miracolo che resiste…

10 APRILE | ORE 18.30
FANO | TEATRO DELLA FORTUNA
Le Belle Domeniche
GIULIA RICCI pianoforte
Beethoven / Chopin / Skrjabin / Prokof’ev

[in collaborazione con il Conservatorio Rossini di Pesaro]

Il concerto è preceduto dall’illustrazione del dipinto “Il miracolo dei pani e dei pesci” di Francesco Guerrieri raccontato da Silvia Cuppini

“Dio è nei dettagli” recita un noto adagio di Gustave Flaubert. Ed è spesso nel dettaglio, nel particolare che si nasconde l’universale bellezza di una terra straordinariamente ricca di Storia, Arte e Natura.
Sei Belle Domeniche dal 20 marzo al 15 maggio per conoscere tesori nascosti e sconosciuti della nostra provincia. Ogni appuntamento è l’incontro guidato con la visione di un’Opera d’Arte, la degustazione “di un Vino doc, e l’ascolto di un Concerto di Musica Classica – eseguito e presentato dagli allievi del Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro – in un meraviglioso Teatro Storico.

10 APRILE | ORE 17
FANO | TEATRO DELLA FORTUNA
Andar per fiabe
Fondazione onlus Teatro Ragazzi e Giovani
KOLOK, I TERRIBILI VICINI DI CASA
con Olivia Ferraris e Milo Scotton
regia Philip Radice

Due balconi, per rappresentare un intero condominio. Un paese tranquillo ai confini del mondo. Ma una mattina tutto cambia… basta una parola per capire che l’uomo che occuperà l’appartamento sfitto è straniero. Lui parla strano, veste strano, insoliti capelli e poi lui sorride alle persone, ma a nessuno importa. Due balconi… due vite.
Kolòk mette a confronto personaggi che unendo il circo al teatro, la poesia al divertimento si troveranno finalmente amici. Milo e Olivia vantano una notevole esperienza internazionale. Il loro talento polivalente gli consente di essere di volta in volta equilibristi, giocolieri, acrobati, danzatori e attori.

14 APRILE | ORE 21
URBINO | TEATRO SANZIO
MOTUS
MDLSX
con Silvia Calderoni
regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
drammaturgia Daniela Nicolò e Silvia Calderoni

Il nuovo lavoro di Motus – osannato dalla critica ma anche dal pubblico russo e americano – è ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria. Di “appartenenza aperta alle Molteplicità” scriveva R. Braidotti in On Becoming Europeans, avanzando la proposta di una identità post-nazionalista. Ed è verso la fuoriuscita dalle categorie – tutte, anche artistiche – che MDLSX tende. È uno “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento dall’apparente formato del Dj/Vj Set, per dare inizio a una esplorazione sui confini che si catalizzerà, nel 2016, in Black Drama (Un musical tragico). In MDLSX collidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie e sulla confusione tra fiction e realtà MDLSX oscilla – da Gender Trouble a Undoing Gender. Citiamo Judith Butler che, con A cyborg Manifesto di Donna Haraway, il Manifesto Contra-sexual di Paul B. Preciado e altri cut-up dal caleidoscopico universo dei Manifesti Queer, tesse il background di questa Performance-Mostro.

DAL 15 AL 17 APRILE | VEN, SAB ORE 21; DOM ORE 17
FANO | TEATRO DELLA FORTUNA
18 APRILE | ORE 21.15
CAMERINO | TEATRO MARCHETTI
MATTI DA SLEGARE
di Axel Hellstenius
con Enzo Iachetti e Giobbe Covatta
regia Gioele Dix

Iacchetti, Covatta, Dix di nuovo insieme come ai tempi di Ruvido Show, il programma di RAI UNO del 1995 che puntava sui giovani comici del momento. Da allora di strada ne hanno fatta, spesso percorrendo alcuni tratti insieme, ora con l’uno ora con l’altro, tutti e tre mantenendo uno sguardo di lucida ironia, intrisa di benevola perfidia. Dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati amici inseparabili, Elling e Kjell Bjarne vengono mandati dal sistema sanitario a vivere da soli in un appartamento messo a disposizione dal Comune. Dovranno dimostrare di saper badare a loro stessi e di potersi reinserire all’interno della società. Elling ha vissuto perennemente in compagnia della madre, rimasta vedova nelle ultime due settimane di gravidanza, imbastendo con lei un rapporto (quasi) morboso, escludente qualsiasi altro contatto umano, motivo per il quale alla morte della donna, l’uomo si ritroverà completamente perso e assolutamente incapace di prendersi cura di se stesso. L’altro, Kjell Bjarne, omaccione fissato col cibo e col sesso che non ha mai avuto modo di sperimentare, continua a dare capocciate sul muro ogni volta che si trova in difficoltà e cerca di dimenticare il suo terribile rapporto con la madre ubriaca e il patrigno violento. Entrambi riusciranno a trovare una strada personale per il reinserimento nel mondo. Il “cocco di mamma” troverà nella poesia e nella forza comunicativa delle parole la sua ragione di vita, mentre l’omaccione si accorgerà di poter essere utile a qualcun altro con il suo lavoro e con il suo buon cuore. Una scelta molto poetica e suggestiva, dunque, quella di far confluire il percorso di crescita formativa dei due protagonisti, in due elementi profondi e imprescindibili come l’arte e l’amore, che risultano così essere alla base di una vita piena e felice. La commedia tratta un tema molto importante e delicato come quello delle malattie mentali, in maniera fresca, ironica e addirittura spassosa e divertente. Non ci sono tentativi di patetismo, né alcuna traccia di retorica in questo leggero e al tempo stesso intenso ritratto di vita e amicizia, di passioni e dolori, di fobie e scelte coraggiose.

15 APRILE | ORE 21.15
OSIMO | TEATRO LA NUOVA FENICE
EVOLUTION DANCE THEATER
ELECTRICITY
direzione artistica, coreografie, effetti speciali Anthony Heinl
danzatori Anthony Heinl, Nadessja Casavecchia, Chiara Morciano, Eleonora Saba,
Chiara Verdecchia, Roberto Tallarigo, Davide Colletti, Carim Di Castro

15 APRILE | DALLE ORE 18
ASCOLI | LUOGHI VARI
APP – 1° FESTIVAL DELLE ARTI SCENICHE CONTEMPORANEE

H 18 _ CHIESA DI SAN PIETRO IN CASTELLO
SIMONA BERTOZZI
PROMETEO: CONTEMPLAZIONE [ESTRATTO]
MANFREDI PEREGO
HORIZON
Prometeo: contemplazione [estratto] è il primo episodio di un progetto dedicato alla figura di Prometeo che diviene per la danzatrice e coreografa Simona Bertozzi spunto per una riflessione sulla danza tesa alla vitalità umana, allo scambio, alla coabitazione. In Horizon Manfredi Perego – formatosi nelle arti marziali, approdato poi alla danza con Carolyn Carlson ed altri coreografi, vincitore del prestigioso Premio Equilibrio 2014 – dà corpo a una poesia-vertigine celata, a un lavoro fisico e mentale di totale svuotamento, cercando di vivere la sensazione di un’immagine che inevitabilmente circonda il corpo.

H 19 _ RIDOTTO DEL TEATRO VENTIDIO BASSO
JULIA KENT
IN CONCERTO
Artista nata a Vancouver e di casa a New York, Julia Kent compone facendo uso di violoncello, loops, suoni ambientali e tessiture elettroniche. La sua impronta musicale è stata descritta come “cinematica e impressionista”, “organica e forte”, “impegnata e spiccatamente personale”. Dopo esperienze importanti e formative in band come Rasputina e Antony and the Johnsons, Julia Kent ha intensificato negli ultimi anni l’attività solista arrivando a realizzare ben quattro album e un ep.Delay fino al recente Asperities.

H 21 _ TEATRO VENTIDIO BASSO
CARROZZERIA ORFEO
THANKS FOR VASELINA
La scrittura aspra e grottesca del giovane autore Gabriele Di Luca consegna in Thanks for vaselina un affresco umano duro e godibile, scritto con abilità e interpretato con forza e passione. C’è un richiamo a una società violenta e marginale ma anche dannatamente umana nello spettacolo di Carrozzeria Orfeo il cui sottotitolo è ‘dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari’.

H 23 _ AUDITORIUM MONTEVECCHI
PERSIAN PELICAN
SLEEPING BEAUTY
SORGE [EMIDIO CLEMENTI + MARCO CALDERA]
IN CONCERTO
Sleeping Beauty è il terzo album di Persian Pelican, a quasi quattro anni di distanza da How to prevent a cold, presentato ufficialmente al pubblico di APP. Rispetto ai precedenti lavori, l’alt-folk di Andrea Pulcini si differenzia per un songwriting composto da atmosfere più luminose ed elettriche che spesso dilatano la forma-canzone con loop di chitarre e piccole scie psichedeliche. Per l’occasione Persian Pelican è affiancato da una band di cinque elementi con Marcello Piccinini (batteria), Mauro Rosati (basso e tastiere), Daniele Gennaretti (chitarre) e Paola Mirabella (cori e percussioni). Sorge è un progetto di musica elettronica, nato nel 2014 da Emidio Clementi, cantante dei Massimo Volume e scrittore, e Marco Caldera, produttore, musicista e tecnico del suono. L’amore comune per l’elettronica unito ad un immaginario coltivato nei lunghi tour in furgone, ha portato alla realizzazione di dieci brani per elettronica, pianoforte e voce, che hanno visto la luce il 5 febbraio scorso con l’uscita dell’album di debutto La guerra di domani pubblicato da La Tempesta Dischi.

15 APRILE | ORE 21.15
CORINALDO | TEATRO GOLDONI
16 APRILE | ORE 21.15
MATELICA | TEATRO PIERMARINI
GABER, IO E LE COSE
di Maria Laura Baccarini e Elena Torre
con Maria Laura Baccarini
regia Elena Bono e Maria Laura Baccarini

Gaber, io e le cose rende omaggio al mondo di Gaber e Luporini, al teatro canzone, che ha saputo raccontare storie universali, attraverso una costante e spietata analisi del sentire. Al personalissimo e sempre attuale modo di Gaber di interpretare la realtà. Un viaggio tematico, che, tra la molteplicità di argomenti trattati nel teatro canzone, sceglie di parlare dell’Uomo, dei rapporti con la famiglia, con lo Stato, delle relazioni con l’altro sesso e dell’amore.
«Difficile descrivere in poche righe quello che in scena dicono le parole, l’intelligenza che le ha pensate e scritte, le emozioni e le riflessioni che provocano, i suoni, la musica… Quello che è certo è che il titolo di questo concerto, Gaber, io e le cose, oltre a citare la mia canzone preferita, dice in sintesi quello che Gaber rappresenta per me: attraverso le parole scritte da lui insieme all’inseparabile Sandro Luporini, metto a nudo l’essere umano dei nostri tempi, il suo cuore, la sua identità persa e ritrovata, analizzando in modo un po’ spietato le sue responsabilità. C’è la mia vita, la mia coscienza, la mia speranza, la fede nell’uomo, nonostante tutto. L’originalità di questa operazione è anche nella scelta della direzione musicale: Régis Huby è un brillante compositore, violinista di straordinario talento e originalità, le strumentazioni di cui si serve non sono puramente acustiche e il risultato è un impatto sonoro di grande ricchezza e raffinatezza. Infine la collaborazione artistica con Elena Bono, che è stato l’occhio esterno e il confronto intelligente che con me ha firmato la regia». Maria Laura Baccarini

15 APRILE | ORE 21.15
PERGOLA | TEATRO ANGEL DAL FOCO
Danza Mef Ensemble
GIULIETTA E LE ALTRE
balletto con Irene Calagreti e Mirko Paparusso

La passione, come demone protagonista, usa le donne di Shakespeare come strumenti per i suoi fini esiziali. Quanto, di quella passione, è giunto a noi? La donna contemporanea ne è dominata, o sa resistervi? E’ ciò che indaga il balletto della MeF ensemble in Giulietta e le altre, dove “le altre” sono le donne di oggi, chiamate a resistere a ben altre difficoltà che non siano la sola passione d’amore. Trattandosi, però, di danza, la tragedia letteraria esce dalle pagine del libro come filtrata, mondata della gravezza rosso sangue che cola dalle parole scritte. Non è più la passione, protagonista, ma la danza, che, come tale, ammanta della sua grazia ogni cosa. La danza è, ora, l’ipòstasi della donna shakespeariana, e la passione feroce che quella caratterizzava è ora divenuta leggerezza ontologica. Come se la donna avesse dentro di sé uno speciale antidoto, che trasformi l’impulso autodistruttivo della passione, comunque sia, in vitale autodeterminazione.

15 APRILE | ORE 21
PESARO | TEATRO ROSSINI
PAOLO IANNACCI
IN CONCERTO CON ENZO

Una serata tra musica jazz e canzoni d’autore. “Tantissimi amici hanno chiesto di potermi ascoltare in concerto, facendo vivere ancora le canzoni del papà, sapendo che io fossi la persona più indicata per farlo. Ho deciso di offrire al pubblico uno spettacolo di canto e musica, che comprende il mio repertorio di brani jazz originali e le canzoni di Enzo più care al pubblico e alla mia famiglia.” Così Paolo Jannacci descrive il suo spettacolo. Un concerto pieno di energia poetica e musicale, ricordando Enzo Jannacci a chi lo conosce e cercando di farlo conoscere a chi non ha mai sentito parlare di lui.

16 APRILE | ORE 21.15
PORTO SAN GIORGIO | TEATRO COMUNALE
ALESSANDRO BERGONZONI
NESSI
regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Ridolfi

Nessi, ovvero connessioni ma anche fili tesi e tirati, trame e reti, tessute e intrecciate per collegarsi con il resto del pianeta. O meglio dell’universo. Perché infatti è proprio questo il nucleo vivo e pulsante del nuovo spettacolo dell’artista bolognese: la necessità assoluta e contemporanea di vivere collegati con altre vite, altri orizzonti, altre esperienze, non necessariamente e solamente umane che ci possono così permettere percorsi oltre l’io finito per espandersi verso un “noi” veramente universale.
Bergonzoni, per questo quattordicesimo spettacolo da lui scritto e interpretato e diretto in coppia con Riccardo Rodolfi, si trova quindi in un’assoluta solitudine drammaturgica, al centro di una cosmogonia comica circondato da una scenografia “prematura”, da lui concepita, alle prese con un testo che a volte potrebbe anche essere, e questa è una vera e propria novità, una candida e poetica confessione esistenziale. Senza per questo rinunciare alla sua dirompente visione stereoscopica che è diventata, in questi anni, materia complessa, comicamente eccedente e intrecciata in maniera sempre più stretta tra creazione-osservazione-deduzione.
Ma sicuramente i “nessi” bergonzoniani, e la loro conseguente messa in scena, ci mostreranno quel personalissimo disvelamento, di fatto la vera cifra stilistica di questo artista, che porta molte volte anche grazie ad una risata, dallo stupore alla rivelazione.

16 APRILE | ORE 21
PESARO | TEATRO ROSSINI
MM
CONTEMPORARY
DANCE COMPANY
LA SAGRA DELLA PRIMAVERA
coreografia Enrico Morelli
musica Igor Stravinskij
BOLERO
coreografia Michele Merola
musica Maurice Ravel, Stefano Corrias

Il 29 maggio 2013 Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij ha compiuto cento anni: dopo lo scandalo suscitato all’esordio, la partitura è diventata notissima, tanto da poter essere riconosciuta alla prima battuta. Possente capolavoro musicale, Le Sacre è ispirato a una antica leggenda slava. Secondo il mitico racconto, ad ogni primavera una vergine doveva essere ritualmente sacrificata, affinché la terra potesse rifiorire. Nella propria interpretazione del Sacre, il coreografo Enrico Morelli si accosta con profondo rispetto a questa partitura e nell’allestimento che ne risulta, si rispecchia un risvolto dell’affannoso dinamismo del nostro tempo.
Meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, Bolero è ancora oggi tra i brani più noti della storia della musica: una delle ragioni della fortuna del pezzo sembra essere fortemente legata all’evocazione di immagini di sensualità che questo suscita. Merola per questa nuova versione si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità, la ragione e la funzione. Nelle diverse sfumature assunte dalla danza, la coreografia declina la varietà di umori che “circolano” intorno e dentro al rapporto di coppia. Su questa stessa musica, con la “licenza” e l’inventiva che sono il segno vero di ogni artista, è intervenuto Stefano Corrias, compositore raffinato ed esperto, che ha creato una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata alla versione originale.

Formata attualmente da dieci danzatori solisti, MM Contemporary Dance Company è nata stabilmente nel 1999 come centro di produzione di eventi e spettacoli. Il repertorio della compagnia, che ha sede a Reggio Emilia, è ricco e variegato, grazie ai lavori di Michele Merola e alle creazioni firmate da coreografi europei ed italiani come Mats Ek, Karl Alfred Schreiner, Emanuele Soavi, Enrico Morelli. Nel 2010 MM Contemporary Dance Company ha vinto il prestigioso Premio Danza&Danza come migliore compagnia emergente e oggi, è, a tutti gli effetti, una realtà di eccellenza della danza italiana.

16 APRILE | DALLE ORE 16
ASCOLI | LUOGHI VARI
APP – 1° FESTIVAL DELLE ARTI SCENICHE CONTEMPORANEE

H 16 _ CHIESA DI SAN PIETRO IN CASTELLO
GIULIO DE LEO / COMPAGNIA MENHIR
TRILOGIA
Una riflessione politica attraverso il corpo ispirata a tre opere di William Shakespeare: Romeo e Giulietta, La tempesta e Macbeth. Sul palco la Compagnia Menhir con tre performances in cui il discorso coreografico composto da Giulio de Leo si articola in tre tempi ed è danzato da corpi di tre diverse generazioni che in scena esplodono il carattere estetico e teatrale della coreografia e ne impongono l’apertura verso il corpo come terreno universale di confronto e riflessione.

H 17.30 _ MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA O. LICINI
VISITA AL MUSEO
A SEGUIRE
FORM ENSEMBLE
TERRY RILEY_ IN C
L’ensemble della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana, composto di archi, fiati e sintetizzatore, ripropone In C, momento conclusivo della visita al Museo di Arte Contemporanea Osvaldo Licini. In C è la più celebre composizione dell’americano Terry Riley e senza dubbio uno dei lavori più rivoluzionari del ‘900. Scritto nel 1964 in una forma semi aleatoria e per un numero di strumenti variabile, ha lanciato quello che poi si sarebbe chiamato il movimento minimalista e ne è dunque considerato il manifesto musicale.

H 19 _ RIDOTTO DEL TEATRO VENTIDIO BASSO
ANAGOOR
RIVELAZIONE
Le voci narranti di Paola Dallan e Marco Menegoni penetrano nel cuore dello spettatore. A questa suggestiva esperienza è invitato il pubblico di APP con Rivelazione. Sette meditazioni intorno a Giorgione di Anagoor. Pittore libero e controverso, Giorgione, rappresenta un’avanguardia intellettuale ed artistica di fine ‘400, originario di Castelfranco Veneto come questa formazione che ne raccoglie e sonda le gesta per tradurle in immaginifico teatrale. Il tono, a tratti solenne e imperioso, a tratti contemporaneo conduce le menti e i cuori dei presenti in un percorso verso la conoscenza di questo artista quanto mai misterioso ed inquieto.

H 21 _ TEATRO VENTIDIO BASSO
FIBRE PARALLELE
LA BEATITUDINE
Il sarcasmo scoppiettante e corrosivo che aveva contraddistinto le precedenti creazioni di Fibre Parallele, gruppo assurto a culto, si fa in La beatitudine più maturo e consapevole, stemperandosi in uno spettacolo corale imbevuto di melanconia, specchio di una condizione umana sofferente e disillusa, sempre alla ricerca di consolazioni che potranno essere, solo e soltanto, effimere. Si assiste a un cerimoniale di attori che declinano identità ed età vere per calarsi in drammi sociali e personali di forte impatto emotivo.

H 23 _ AUDITORIUM MONTEVECCHI
OPENING ACT L’ORCHESTRINA
MAURO ERMANNO GIOVANARDI_TRIO
IL MIO STILE TOUR
Mauro Ermanno Giovanardi (Joe), storico leader del gruppo La Crus, a quattro anni dall’ultimo CD di inediti che lo portò sul palco dell’Ariston con Io Confesso, e a due dal fortunato lavoro con i Sinfonico Honolulu che gli è valso la Targa Tenco 2013 come miglior interprete, arriva ad Ascoli Piceno in trio con Paolo Milanesi (tromba) e Gianluca De Rubertis (piano/tastiere) con il tour che prende il nome dal suo album tutto nuovo, Il mio stile, prodotto da Produzioni Fuorivia, distribuito da EGEA e con la produzione artistica di Leziero Rescigno e Roberto Vernetti con il contributo irrinunciabile dello stesso Giovanardi.
Apre l’esibizione di Mauro Ermanno Giovanardi L’Orchestrina, suoni acustici miscelati a voci, canti corali e parole, danno vita a una performance capace di trasportare l’ascoltatore in diversi luoghi emotivi con sonorità folk, andature popolari, ironie swing e brani dall’assetto più cantautoriale.

16 APRILE | ORE 21
SENIGALLIA | TEATRO LA FENICE
17 APRILE | ORE 21.15
POLLENZA | TEATRO VERDI
TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia
regia Gianluca Guidi

Un cast capeggiato da due mattatori del calibro di Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia – colleghi affiatatissimi, ma anche amici nella vita – porta in scena Taxi a due piazze, la travolgente commedia nata dall’ironica penna del commediografo inglese Ray Cooney e tradotta e adattata da Jaja Fiastri, storica collaboratrice di Garinei e Giovannini. La lunga serialità solitamente appartiene più al cinema che al teatro, ma in questo caso Taxi a due piazze da oltre 30 anni sorprende e diverte gli spettatori di tutto il mondo (a Londra lo spettacolo è rimasto in scena per ben 9 anni consecutivi!). Stiamo parlando della storia del tassista bigamo che suo malgrado si trova costretto a nascondere il segreto della sua vita, ovvero Mario Rossi, tassista, sposato con Alice Rossi, residente in Piazza Irnerio 100. Ma anche di Mario Rossi, tassista, sposato con Barbara Rossi, residente in Piazza Risorgimento. Forse un curioso caso di omonimia con tanto di professione identica? Sembra proprio di no perché Rossi tassista è la stessa persona. Ha sposato Alice in Chiesa e Barbara in Comune, 6 mesi dopo. In poche parole, un bigamo doc! Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro e grazie al lavoro di entrambe le mogli, Mario riesce per due anni a vivere nascondendo la verità. Così Alice non sa di Barbara e viceversa. Ma tutto si complica quando, per salvare un’anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale. Bigamia così fa rima con risate: si innescano una serie di situazioni paradossali, fatte di contraddizioni, bugie, coincidenze, equivoci che divertono e appassionano il pubblico trascinandolo verso un finale inaspettato e sorprendente.

17 APRILE | ORE 17.30
URBINO | TEATRO SANZIO
Le Belle Domeniche
CLAUDIO MARCHETTI pianoforte
Chopin / Schubert / Liszt / Prokof’ev

[in collaborazione con il Conservatorio Rossini di Pesaro]

Il concerto è preceduto dall’illustrazione del dipinto “Storia di San Giovanni Battista” di Jacopo e Lorenzo Salimbeni, raccontato da Luigi Bravi

“Dio è nei dettagli” recita un noto adagio di Gustave Flaubert. Ed è spesso nel dettaglio, nel particolare che si nasconde l’universale bellezza di una terra straordinariamente ricca di Storia, Arte e Natura.
Sei Belle Domeniche dal 20 marzo al 15 maggio per conoscere tesori nascosti e sconosciuti della nostra provincia. Ogni appuntamento è l’incontro guidato con la visione di un’Opera d’Arte, la degustazione “di un Vino doc, e l’ascolto di un Concerto di Musica Classica – eseguito e presentato dagli allievi del Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro – in un meraviglioso Teatro Storico.

17 APRILE | ORE 17.30
ASCOLI | TEATRO VENTIDIO BASSO
Teatro delle Apparizioni e Teatro Accettella
IL TENACE SOLDATINO DI PIOMBO
un’idea di Fabrizio Pallara
di e con Valerio Malorni e Fabrizio Pallara

Una stanza, molti giocattoli, una finestra che si affaccia su un esterno immaginario, la pioggia, le luci soffuse di un interno intimo e caldo, per raccontare la storia del soldatino di piombo e della sua ballerina.
La celebre fiaba viene reinterpretata in un gioco in cui gli oggetti prenderanno vita parlando, combattendo, danzando, protagonisti di un film teatrale proiettato su un grande schermo in diretta.
Il set è dunque la stanza dei giochi, il luogo in cui avviene la meraviglia e qui il teatro si mostrerà nel suo farsi al servizio dell’occhio della telecamera che, come il buco della serratura di una porta invisibile, offrirà agli spettatori uno sguardo inedito e privilegiato, per entrare nella storia osservando il piccolo e l’impercettibile.
Due piani di azione, due differenti visioni, due linguaggi a confronto, quello teatrale e quello cinematografico, che si sveleranno e si misureranno per unirsi e raccontare una grande storia d’amore.

17 APRILE | ORE 17
PESARO | TEATRO SPERIMENTALE
Andar x fiabe
Teatro Gioco Vita
IL CAVALIERE INESISTENTE
di Italo Calvino

Il cavaliere inesistente di Italo Calvino è stato pubblicato nel 1959 e inserito, insieme a Il visconte dimezzato e Il barone rampante, in una raccolta dal significativo titolo: I nostri antenati (1960). I tre romanzi, pur ambientati in modo fiabesco in epoche differenti, hanno uno stretto legame col presente e con i suoi problemi.
Ne Il cavaliere inesistente tutti i personaggi si cercano. Si cercano tra di loro ma, soprattutto, cercano se stessi. L’uomo si muove dentro un mondo labirintico e ambiguo, pieno di luci e ombre, e soggiace alla passione, all’amore, fino a dimenticarsi persino della guerra. Gli uomini sbagliano, si perdono, si cercano, si ritrovano e nemmeno gli eroi, nell’epica nostrana, sono senza macchia e tantomeno senza peccato.

19 APRILE | ORE 21
URBINO | TEATRO SANZIO
20 APRILE | ORE 21
FERMO | TEATRO DELL’AQUILA
Terry Chegia
PERFORMANCE
di e con Virginia Raffaele
regia Giampiero Solari

Per la prima volta, Virginia Raffaele porta nei teatri le sue maschere più popolari: Ornella Vanoni, Belen Rodriguez, il Ministro Boschi, la criminologa Bruzzone e tante altre ancora. Donne molto diverse tra loro, che tra
arte, spettacolo, potere e politica sintetizzano alcune delle ossessioni ricorrenti della società contemporanea: la
vanità, la scaltrezza, la voglia di affermazione e, forse, la scarsa coscienza di sé. Il tutto raccontato attraverso la lente deformante e irriverente dell’ironia e della satira, tipici elementi che compongono lo stile di Virginia Raffaele.
I personaggi monologano e dialogano tra loro, anche grazie alle proiezioni video, in un gioco di specchi e di rimandi. Qua e là, tra le maschere, in scena appare anche Virginia stessa, che interagisce con le sue creature, come una sorta di narratore involontario che poeticamente svela il suo “essere – o non essere”. La musica in scena fa da punteggiatura allo spettacolo, accompagnando i personaggi nelle loro performance, sottolineandone i movimenti, enfatizzandone le manie; conferendo alla spettacolo un ritmo forsennato nel cui vortice i personaggi, Virginia e le varie chiavi di lettura si confondono creando una nuova realtà, a volte folle a volte melanconica: quella dello spettacolo stesso.

19 APRILE | ORE 21.15
SAN COSTANZO | TEATRO DELLA CONCORDIA
GRANT-LEE PHILLIPS
IN CONCERTO

L’uomo al timone dei Grant Lee Buffalo – una delle band più importanti del rock americano che compose dischi eccellenti come Fuzzy e Mighty Joe Moon, grazie a cui venne votato migliore voce maschile dell’anno 1995 dal magazine Rolling Stone – torna in Italia con un solo-show intimo e suggestivo.
Una vena intossicata e dolce, lugubre ma capace di esalare poesia ad ogni istante. Una voce perfetta e un sound malinconico, ammiccante a rock, blues, country, dalle sfumature “pop”, capaci di creare piccole meraviglie.

Dopo lo scioglimento del gruppo avvenuto nel 1999 Grant-Lee Phillips ha intrapreso la carriera solista e ha recentemente pubblicato il suo nuovo album. The Narrows si inserisce in una cornice fatta di romanticismo, ricordi, storiche battaglie, tragedie e impareggiabile maestria uniti alle speranze, alle paure e all’isolamento che accompagnano la fase di transizione. Immerse in un tratto distintivo forte, che riecheggia appassionatamente, le tredici canzoni che compongono l’album sono contrassegnate da nostalgia e da un preciso scopo: come se scagliarsi con tutta la propria forza verso l’ignoto fosse ragionevole al pari di lanciarsi verso qualsiasi altra più comune direzione. Dopo tutto, ciò che sembra sconosciuto può risiedere proprio al di sotto della superficie: si deve essere disposti a scavare in fondo per essere aperti alla scoperta.

20 APRILE | ORE 21
FANO | TEATRO DELLA FORTUNA
FRATTO X
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat di Flavia Mastrella

Poeti dell’assurdo, protagonisti di suggestioni quasi fotografiche e di duetti ai limiti del nonsense dalla dirompente comicità, Flavia Mastrella e Antonio Rezza sono personaggi anticonvenzionali e straordinari, interpreti dell’insensatezza, che spostano continuamente l’asse delle certezze dello spettatore.

Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda? Due persone discorrono sull’esistenza. Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza. La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più.
Antonio Rezza

L’habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione. Il telecomandato geneticamente alterato e il miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. Flavia Mastrella

21 APRILE | ORE 21
SAN BENEDETTO | TEATRO CONCORDIA
LA SCENA
con Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti
scritto e diretto da Cristina Comencini

La comica immersione di un ragazzo nella vita e nei sentimenti femminili, la scoperta di due donne delle pulsioni, le rabbie e le fragilità di un giovane uomo, la comune ricerca d’amore e di libertà in un mondo mutante.
Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una delle due deve recitare l’indomani.
I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia, attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell’anima; per Maria, dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita.
Due femminilità opposte. Lucia ha rinunciato alla passione, all’idea di avere un uomo nella vita, si accontenta di amare i personaggi molto più interessanti che incontra sul palcoscenico. Maria invece senza un uomo non può stare, senza fare l’amore, senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Come l’ultimo, agganciato la sera prima a una festa in cui ha bevuto troppo, e di cui non ricorda esattamente il nome né l’età ma che – lei sostiene – potrebbe essere proprio l’atteso. Anche se risvegliandosi al mattino, non l’ha più trovato nel suo letto. Eccolo, invece, apparire in mutande, un giovane di meno di trent’anni. Si era messo a dormire nella stanza dei bambini (fuori col padre per il fine settimana) perché la donna, di cui ricorda solo l’esuberanza fisica, russava. Davanti agli occhi esterrefatti di Lucia, il ragazzo la scambia per Maria. Un po’ per liquidarlo, un po’ per divertimento, Lucia interpreta la parte dell’amica disinibita e Maria, rientrata con il caffè, è costretta a recitare il ruolo della sua amica severa e moralista. Finché il gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato del ragazzo, non regge più e le due si rivelano a lui nelle loro vere identità. E il ragazzo chi è? Un giovane uomo cresciuto da una madre imperiosa e assolutista: «Come voi due», rivela lui ingenuamente. Le due donne lo interrogano, lo prendono in giro, gli fanno scuola di vita. Ma non prevedono la sua reazione, la rabbia che ha in corpo, la consapevolezza della sua fragilità e della sua forza senza sbocco. Su sponde opposte, le due donne e il ragazzo scoprono di vivere nello stesso mondo tutto da rifare perché: «il passato sono solo muri sventrati, case terremotate da cui si deve fuggire», come dice la scena che Lucia deve interpretare il giorno dopo, e anche quella che i tre hanno appena recitato insieme sul palcoscenico, che forse resta il solo luogo veramente libero del mondo.

22 APRILE | ORE 21.15
OSIMO | TEATRO LA NUOVA FENICE
Ricerca di teatro
Specchi Sonori & Rovine Circolari
I TAMBURI DELL’IMPERATORE
percorso circolare per pubblico e due attori
liberamente tratto da L’imperatore Jones di Eugene O’Neill
drammaturgia visiva Marianna de Leoni
drammaturgia sonora Claudio Rovagna
drammaturgia vocale Isabella Carloni
regia Isabella Carloni e Marianna de Leoni

L’originale progetto congiunto di Marianna de Leoni e Claudio Rovagna (per Specchi Sonori) e di Isabella Carloni (per Rovine Circolari) s’ispira a L’imperatore Jones del grande drammaturgo statunitense e premio Nobel Eugene O’Neill. Ne I tamburi dell’imperatore gli elementi di una drammaturgia visiva, sonora e vocale – che rimettono in gioco lo stesso spazio scenico con l’intero spazio del teatro e con il luogo del pubblico – diventano altrettanto fondanti della struttura creativa. Lo spettatore è immerso in uno spazio circolare al quale concorre tanto la drammaturgia testuale – il dramma di O’Neill, con intrecci e ombre di testi diversi – quanto immediatamente anche il meta-testo visivo e sonoro elaborato dal Teatro dei Luoghi di Rovagna e de Leoni che sfidano il luogo scenico, ricreandolo come scaturigine di un significato da vedere, ascoltare e vivere e dalla drammaturgia della voce di Isabella Carloni che assume su di sé il compito di abitare quel luogo, di evocarlo o esplorarlo attraverso l’infinita gamma che passa tra la voce che dice e la voce che parla.
In questo spazio-isola che coinvolge e ingloba la platea stessa, si muovono le figure di Jones e di Smithers (il suo alter ego o demone/accusatore), protagonisti della vicenda. Con la sfida del luogo scenico anche i sensi del dramma si frantumano e si amplificano lasciando emergere sensi nascosti: lo stesso gesto sacrificale insito nell’atto teatrale si insinua nella percezione di sé e di una realtà fatta illusione dentro e fuori dal teatro. Si affaccia dall’opera riattualizzata la condizione di un occidente assediato dalla paura di un mondo diverso che non vuole guardare le sue colpe, ma cerca di sfuggirle nel deserto vuoto di una presunta bellezza del palazzo.

22 APRILE | ORE 21.15
CIVITANOVA | TEATRO ROSSINI
La Compagnia della Marca
SALVATORE GIULIANO
musical di Dino Scuderi
regia Roberto Rossetti

Ritorna in scena il musical Salvatore Giuliano di Dino Scuderi. Su concessione della MediterrArea, Roberto Rossetti (interprete dell’edizione del 2011 che vedeva protagonisti Giampiero Ingrassia e Babara Cola) cura l’allestimento della versione didattica professionale riportando sulla scena la travolgente quanto tragica storia del bandito più famoso al mondo.
Finalmente prende forma quello che è stato uno dei miei più grandi propositi, amalgamare il mio gusto e le mie idee registiche alle musiche epiche e a dir poco emozionanti scritte dal Maestro Dino Scuderi. Sarà un vero onore dopo aver fatto parte del cast originale nel 2011 riproporre al pubblico il musical Salvatore Giuliano, una grande opera, una storia vera, dove vengono rappresentati gli ultimi anni del famoso bandito, la situazione sociale e politica della Sicilia del dopoguerra e le affinità spesso oscure con quella nazionale. Roberto Rossetti
Sono felice che una compagine di giovani artisti, guidati dalla indiscussa esperienza e il talento di Roberto Rossetti, oggi abbia scelto di far rivivere questo spettacolo. Non mi stancherò mai di dire che è riduttivo considerare Salvatore Giuliano solo una storia siciliana. Salvatore Giuliano è una storia italiana, poiché la vicenda personale di questo ragazzo “testa calda” di Montelepre, piccolo centro montano nei dintorni di Palermo, si intreccia con eventi storico-politici di primo piano (la nascita di nuove alleanze sociali e di nuovi equilibri politici nazionali) che caratterizzarono la storia più recente del nostro Paese. Dino Scuderi

23 APRILE | ORE 21.15
MATELICA | TEATRO PIERMARINI
ANIMA ANIMALE
da un’idea di Daniela Poggi
con Daniela Poggi
drammaturgia e allestimento Luca De Bei musiche originali Francesco Verdinelli

Attraverso le storie di mucche coraggiose, galline caparbie, maiali innamorati, elefanti che si commuovono, oltre a quelle di cani e gatti, lo spettatore entra nel mondo meraviglioso e sorprendente della sensibilità animale: Daniela Poggi dà voce alle vite di queste creature e fa sentire allo spettatore ciò che gli animali provano, temono e amano, a conferma che l’uomo non è l’unico depositario di emozioni, sentimenti e passioni.

23 APRILE | ORE 21.15
OFFAGNA | CHIESA DEL SS. SACRAMENTO
EMILY WELLS
IN CONCERTO

Emily Wells, polistrumentista nata in Texas e residente a New York, suona e registra beat, violino, glockenspiel, diamonica a bocca, fondendo folk, funk, elettronica e hip hop in un set dove la stratificazione sonora dei loop accompagna la sua voce sublime. Il concerto accompagnato da visual, sarà ospitato presso la suggestiva Chiesa del SS. Sacramento all’interno del borgo medievale offagnese, organizzato in collaborazione con Newevo festival.

23 APRILE | ORE 21
PESARO | CHIESA DELL’ANNUNZIATA
ART FEAT.ART
IN CORPO / Giovanni Gaggia
da intexĕre tempus a Emily free remix
con Stefano Spada , Alessandro D’Alatri, Leonardo Carletti

IN CORPO liberamente tratto da intexĕre tempus è un racconto ed un viaggio nella poetica e nell’ arte di Giovanni Gaggia. L’artista, grazie alla collaborazione con Gilberto Santini, direttore dell’A.M.A.T (Associazione Marchigiana Attività Teatrali), e a Civitanova Danza, riprende l’esperienza pluriennale di curatore della rassegna performativa che si tiene ogni anno durante la settimana bolognese dell’arte di fine gennaio, per estendere nella rassegna TeatroOltre la sua ricerca verso la contaminazione artistica che da sempre caratterizza la sua poetica.
Il cartellone di IN CORPO, che ogni anno si compone di performers appartenenti alle arti visive, è firmato in questa occasione dallo stesso Gaggia che “intesse” un variegato mosaico di mondi fra loro intrecciati per giungere ad una sintesi di indubbia qualità. L’intenzione è generare un dialogo fra discipline per scovare quell’universalità grandiosa che appartiene ad ogni forma d’arte.
intexĕre tempus è il racconto della performance che l’artista ha realizzato a Roma la primavera scorsa nel lavatoio di Palazzo Lamperini. Un progetto curato da Diego Sileo e prodotto dalla Galleria Rossmut che ha coinvolto anche l’artista guatemalteca Regina José Galindo e di cui il regista Alessando D’Alatri ha girato un intenso video. Come un seme che germoglia grazie al nutrimento della terra e della luce, dopo il dialogo avviato a Roma con il cinema si aggiunge oggi quello con la musica e con la rilettura in chiave artistica di un movimento di danza contemporanea.
Intexĕre tempus, una narrazione che dà voce a 14 storie di violenza provenienti da altrettanti paesi e da luoghi remoti; storie difficili di cui Gaggia ha voluto farsi carico trasformando la sofferenza in un grande arazzo ottenuto mettendo insieme, punto dopo punto, tessuti simili a quelli degli indumenti ricevuti direttamente dalle vittime o dai loro cari. Ad un primo dialogo con Regina José Galindo, che ha ispirato fortemente l’artista per questo lavoro, è seguito quello altrettanto intenso e coinvolgente con Alessandro D’Alatri il quale ha documentato con maestria la performance di Palazzo Lamperini ottenendo un breve film dal grande impatto emotivo.
Giovanni Gaggia, dunque, ci dimostra quanto sia decisiva la forza del dialogo per creare sedimentazioni e spessore nell’arte. Partendo da intexĕre tempus l’artista getta altri ponti : col primo atto di IN CORPO si rivolge al mondo della musica affidando al sound designer Stefano Spada le 14 tracce audio con le voci che raccontano le storie di violenza affinché divengano un sorprendente ed intenso arazzo sonoro; con l’ultimo atto, invece, è la danza contemporanea ad avvicinarsi alle arti visive. Intexere tempus viene, in questo caso, affidata al danzatore Leonardo Carletti con il quale Gaggia ha dialogato a lungo per giungere ad una rilettura del canone classico grazie alle chiavi della coreografia fornitegli dallo stesso Carletti: ART FEAT. ART.

23 APRILE | ORE 21
SAN GINESIO | TEATRO LEOPARDI
DI MARTINO
IN CONCERTO

Antonio Di Martino, fra i più amati cantautori della sua generazione, raggiunge il traguardo del terzo lavoro in studio, con un concept incentrato sul concetto di Paese, inteso non solo geograficamente, ma soprattutto come condizione umana in estinzione. Anticipato dal singolo Come una guerra la primavera Un Paese ci vuole è stato registrato in una casa di campagna in Sicilia insieme ai compagni di avventura Angelo Trabace e Giusto Correnti, con l’ausilio di uno studio mobile. Prodotto da Fabio Rizzo e Antonio Cupertino, vede la collaborazione di Francesco Bianconi dei Baustelle, che con Dimartino ha scritto e interpretato Una storia del mare, e di Cristina Donà, che canta in I calendari. Dodici brani che restituiscono frammenti di vita che rischiano di essere dimenticati grazie a una scrittura immaginifica. Perché le canzoni di Dimartino questo fanno: creano immagini, le disegnano con cura e le raccontano con un lirismo intenso e delicato più unico che raro.

24 APRILE | ORE 17.30
MONDAVIO | TEATRO APOLLO
Le Belle Domeniche
LORENZO REHO pianoforte
Liszt / Mozart / Beethoven / Prokof’ev

[in collaborazione con il Conservatorio Rossini di Pesaro]

Il concerto è preceduto dall’illustrazione “Il Concilio Laterananse”, di Pierleone Ghezzi, raccontato da Silvye Campolucci e Alessandra Vitali

“Dio è nei dettagli” recita un noto adagio di Gustave Flaubert. Ed è spesso nel dettaglio, nel particolare che si nasconde l’universale bellezza di una terra straordinariamente ricca di Storia, Arte e Natura.
Sei Belle Domeniche dal 20 marzo al 15 maggio per conoscere tesori nascosti e sconosciuti della nostra provincia. Ogni appuntamento è l’incontro guidato con la visione di un’Opera d’Arte, la degustazione “di un Vino doc, e l’ascolto di un Concerto di Musica Classica – eseguito e presentato dagli allievi del Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro – in un meraviglioso Teatro Storico.

26 APRILE | ORE 21
SAN SEVERINO | TEATRO FERONIA
UNA GIORNATA PARTICOLARE
da Ettore Scola e Ruggero Maccari
con Giulio Scarpati e Valeria Solarino
regia Nora Venturini

Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese.
Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di sé stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi. Nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola. Nora Venturini

28 APRILE | ORE 21
FERMO | TEATRO DELL’AQUILA
Collettivo Cinetico
AMLETO
concept e regia Francesca Pennini
drammaturgia Angelo Pedroni e Francesca Pennini

Amleto di CollettivO CineticO é un meccanismo letale. La scena é spazio preparato ad ospitare aleatorietà e inevitabilità in un limbo costante tra ironia e tragedia. Attori professionisti, dilettanti, malcapitati, timidi intellettuali, parrucchieri, esibizionisti, danzatori, assicuratori annoiati, sostituti dell’ultimo minuto, critici, virtuosi e sfigati si contendono il titolo di protagonista dello spettacolo. Reali candidati che non sanno quello che li aspetterà in scena. Il loro unico riferimento è un manuale di istruzioni inviatogli due settimane prima. Ciascuno si prepara da solo e si presenta a teatro direttamente per salire sul palcoscenico. Guidati da una incorporea voce fuori campo e seguiti da secondini muti, i candidati si sfidano in una serie di prove che sintetizzano i principi formali dell’opera shakespeariana. Tra desolazione e intrattenimento sono gli spettatori di ciascuna replica ad eleggere il vincitore del titolo. Un panorama improbabile di Amleti tra gli innumerevoli interpreti che si sono confrontati per secoli con il più emblematico testo teatrale.

Che Francesca Pennini, trentunenne ferrarese, sia una delle più estrose e originali fra le giovani coreografe italiane era assodato da tempo. […] Più che spettacoli compiuti, costruisce dei singolari meccanismi scenici. […] E in cosa dunque poteva consistere il suo approccio all’Amleto se non in un talent show, una paradossale competizione fra aspiranti protagonisti del dramma shakespeariano, in gara tra loro davanti a spettatori-giurati. Sembrano trovate estemporanee ma sono di fatto la sua tecnica e la sua personale strategia di spiazzamento per dilatare il concetto stesso di azione teatrale. Renato Palazzi, “Del Teatro”

28 APRILE | ORE 21.30
MONTEGRANARO | TEATRO LA PERLA
PAOLO BELLI
COMUNQUE TUTTO FA DIESIS

Comunque, tutto Fa diesis è uno spettacolo divertente che racconta con leggera ironia storie piccole e storie grandi, parabole private e iperboli pubbliche, chiudendo tutto in una scatola musicale, che contiene il costume e la storia del Paese di cui fanno parte, visto attraverso gli occhi di un personaggio che si ostina a rimanere persona.
La versione small della Big Band che accompagna Paolo Belli è composta da Gaetano Puzzutiello (basso e contrabasso), Paolo Varoli (chitarre), Mauro Parma (batteria), Enzo Proietti(pianoforte e tastiera), Davide Ghidoni (tromba), Daniele Bocchini(trombone), Gabriele Costantini (sax), a cui si aggiungono di volta in volta elementi a sorpresa.

Dentro Comunque, tutto Fa diesis c’è tutto: dai Ladri di biciclette al Giro d’Italia; dalla Nazionale cantanti all’inno della juventus; dagli amici d’infanzia all’amore trentennale per sua moglie; dai giri di valzer nelle balere a “Ballando sotto le stelle“; dalla vita di Provincia alle tournèe nel mondo. Perchè questo spettacolo è la ricetta di Paolo, tra musica e parole, per trascorrere una serata tra amici, ridendo, cantando ma anche riflettendo.

28 APRILE | ORE 21
PESARO | TEATRO SPERIMENTALE
COL CORPO CAPISCO #1
coreografia Adriana Borriello
con Adriana Borriello, Donatella Morrone, Ilenia Romano

Col Corpo Capisco non è solo un titolo, ma una dichiarazione, un manifesto, un modo di stare al mondo.
Cuore del lavoro è la trasmissione, da corpo a corpo, attraverso il movimento come pratica e linguaggio, il cui strumento principe è il sentire: nella ricerca della perfetta aderenza al qui ed ora, l’interezza dell’esserci si perde nel sempre e ovunque. Il movimento come arte dell’impermanenza parla con le parole del tempo e dello spazio, e in essi imprime, plasma, scolpisce, dà forma all’invisibile.
La danza, essenza dell’atto “inutile” che riflette su se stesso, diventa medium di conoscenza della non-conoscenza, la sapienza del corpo, dell’esserci.
Qui la danza è musica del movimento e la musica è danza dei suoni, territorio comune il corpo. In scena due giovani danzatrici e me – corpo/matrice il mio, corpi/ricettori (poi a loro volta creatori) gli altri – e la musica, con cui la nostra danza risuona.
Questo lavoro è dedicato a John William Shadow, mio Maestro, e amico. Adriana Borriello

29 APRILE | ORE 21.15
OSIMO | TEATRO LA NUOVA FENICE
Ricerca di teatro
Stabilemobile Compagnia Antonio Latella
CARO GEORGE
di Federico Bellini
regia Antonio Latella

Reduce da una stagione ad alta intensità, Antonio Latella, il regista più luminoso e radicale della nostra scena, ritrova e riallestisce un monologo di qualche anno fa, Caro George, scritto dall’indispensabile, coltissimo Federico Bellini e interpretato da un Giovanni Franzoni in stato di grazia. (…) Guardando a Jean Genet e a Tennessee Williams, il delirio di morte dei due amanti li porta insieme verso un’eternità di bellezza e maledizione. Sara Chiappori per “la Repubblica”

Nell’ottobre del 1971, a Parigi, una retrospettiva consacra Francis Bacon come uno dei più grandi pittori del suo tempo. Alla vigilia della mostra, George Dyer, amante e modello dell’artista irlandese, si suicida nella stanza d’albergo che ospitava entrambi. Davanti ai dipinti che raffigurano George, Bacon rivive la relazione con il compagno, in un momento in cui trionfo artistico e fallimento esistenziale si confondono, diventando anch’essi, inevitabilmente, materia del dipingere. Federico Bellini

Qui la cosa forte è la potenza del canto, un canto-testamento che ricorda il film Un chant d’amour di Jean Genet. E di genettiano, in Caro George, c’è il gusto del monologo santo e assassino, col protagonista che si scinde in due ruoli, prima è Francis Bacon e poi s’identifica con la figura del suo amante (…) Genet dipinge con la penna, Bacon dipinge coi colori, e le loro opere hanno in comune visceralità e intellettualità. Con esiti emozionanti, impressionanti, tragici. Antonio Latella

informazioni per il pubblico
071 2072439 | www.amatmarche.neT

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COL SORRISO SULLE MARCHE

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