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Iginio Straffi: la storia di un ragazzo che disegnava sui quaderni di scuola… per poi diventare uno dei leader mondiali del cinema dell’animazione.

“I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori.”
Mi piace questa citazione di Achille Campanile perchè, anche se paradossale, credo corrisponda a realtà. La forza delle idee rende tutto possibile, magia compresa. Con Fabio Renzetti sono andato a trovare un suo compagno di scuola di quando frequentava le medie, che nel 1995 ha fondato la Rainbow ed è diventato un colosso mondiale del cinema d’animazione: Iginio Straffi.
“Quel ragazzo che da giovane non smetteva mai di disegnare ora a capo di un impero industriale le cui occupazioni, penso, siano di tutt’altro genere rispetto al piacere puro di ideare storie e personaggi: quanto è cambiata la tua vita in questo senso?”

“Credo che anche l’imprenditore sia un fantasioso, solo che ad un certo livello si spostano i parametri. Chi fa impresa, e nel nostro caso in continua espansione, si trova quotidianamente a risolvere problemi che capitano nella produzione, nella distribuzione, nell’amministrazione e tante altre situazioni che una grande azienda deve affrontare, e naturalmente tutto questo occupa gran parte del mio tempo. Inizio a lavorare già da casa alle 7 del mattino rispondendo alle email, poi entro in azienda alle 9 ed esco alle 10 di sera perchè le cose da fare sono veramente tante. Esportiamo le nostre produzioni in circa 150 paesi e quando in Europa arriva la sera è giorno nell’altra parte del globo, dunque ti lascio immaginare la mole di lavoro da svolgere. Riesco comunque a dedicarmi alla parte creativa pura di notte, quando sono a casa, o durante i week end.”

“Riesco ad immaginare solo lontanamente quanto impegno sia necessario per sostenere un’impresa del genere; ipotizzavi tutto questo quando hai cominciato?”

“Quando dai inizio ad un progetto speri solo che si avveri. Penso che tutti coloro che sono intenzionati a realizzare i propri sogni debbano possedere dei requisiti indispensabili: passione e dedizione totale, ed andare avanti nonostante tutto. Anche quando ho cominciato ho dovuto prendere delle decisioni impegnative, che però sapevo essere necessarie. Ci sono state scelte felici e anche qualche errore, ma tutto è servito per arrivare dove siamo ora. Questa attività non concede molto tempo da dedicare a me stesso o a chi mi è vicino, è vero, ma se si vuole arrivare a certi  livelli le strade da percorrere sono obbligate. Portare al top un’azienda non è come giocare una schedina e fare 13. C’è gente che opera nella finanza, per esempio, e che dalla mattina alla sera, spesso speculando sulle necessità del prossimo, acquista fama e denaro, ma non è quello il mio modo di intendere la vita. Le capacità personali sono importanti, ma per sviluppare grandi progetti il prezzo da pagare è sempre alto, e a tal proposito ho fatta mia una frase di Machiavelli: Meglio fare e pentirsi che non fare e pentirsi.”

E già! Mi sembra che fosse Newton che rispondendo ad un giornalista che lo riteneva particolarmente privilegiato dalla natura disse: Mio caro signore, il 99% del genio è sudore.

“L’amore per il disegno nasce da una passione spontanea o qualcuno ti ha iniziato a questa arte?”

“No, non disegnava nessuno in casa. Credo che l’imprinting sia scaturito dalla lettura dei primi fumetti e dai cartoni animati che guardavo alla TV. Ancora conservo i quaderni di quando avevo sei o sette anni sui quali disegnavo personaggi e storie che la mia fantasia inventava. Naturalmente con il tempo si diventa più bravi e sempre più convinti delle proprie capacità. Diciamo che la mia è una forma di irrequietezza che mi ha sempre stimolato a crescere, ed è probabilmente questo che ha permesso la pubblicazione dei i miei primi lavori sulle più importanti testate fumettistiche italiane già a 18 anni, quando ancora frequentavo il liceo.”

“Il passaggio all’animazione come è avvenuto?”

“Sempre per irrequietezza. Sono convinto che se fossero vivi tutti i geni del passato farebbero tutti i registi. L’animazione e i film sono il compendio di tutte le arti, più che una poesia, un quadro, una musica presi singolarmente. Ti racconto un episodio curioso di quei tempi: già quando ero diventato uno stimato fumettista in famiglia, e in particolare mia madre, si stupivano che ci si potesse guadagnare da vivere disegnando scene e personaggi sui giornaletti, e ti assicuro che guadagnavo bene. A 24 anni decisi di abbandonare tutto e trasferirmi in Francia per apprendere i segreti di quel lavoro per cui oggi esiste la Rainbow: Quando le comunicai la notizia le parole di mamma furono: Ma come? Hai pistato tanto per arrivare dove sei adesso e lasci tutto? Le spiegai che dovevo rischiare perchè credevo in quella scelta, e fortunatamente ho avuto ragione.”

“Che storia!..Come si arriva alla realtà di oggi?”

“Tornato dall’esperienza transalpina avevo accumulato ulteriore sapere e qualche risparmio; pensai che fosse il momento di dare sfogo ad una nuova avventura: fondare una azienda. Coinvolsi alcuni amici che stimavo per le loro capacità e li convinsi a credere nel progetto. Con Don Pigini, che era da anni impegnato nel settore editoriale e aveva intuito le mie possibilità, e un gruppo di preziosi collaboratori nel 1995 fondai la Rainbow. Fin dall’inizio riscuotemmo un notevole consenso, e in particolar modo dalla RAI che acquistava regolarmente le nostre produzioni. Il boom l’abbiamo raggiunto con le Winx Club, una serie di cartoons in 3D che ora è seguita dai bambini di 5 continenti.”

Nel 2011 la VIACOM, una multinazionale americana proprietaria di MTV, CBS, NICKELODEON e PARAMOUNT, è entrata in compartecipazione acquistando il 30% della RAINBOW.

“Hai affascinato tutto il pianeta Iginio; salutiamoci con un messaggio rivolto ai giovani.”

“Beh, penso che la storia della mia vita parli chiaro. Non dico che bisogna scegliere la propria strada a 6 anni, ma intorno ai 15/16 ogni ragazzo dovrebbe avere un sogno e fare di tutto per realizzarlo. Il lavoro impegna 3/4 della nostra vita e se non facciamo qualcosa che ci piace veramente diventa dura. Ogni sogno è valido, anche quello che sembra il più assurdo. Passione per un’arte, qualsiasi arte, impegno costante e pazienza perchè la cosa si realizzi. Bisogna essere bravi in un mestiere e i risultati arrivano, tutto qui.”

Guarda caso quello che ci ha raccontato Iginio in merito alla magia che gli ha permesso di realizzare la sua grande impresa corrisponde, ne più ne meno, a quello che mi hanno confessato tutti i giganti che ho incontrato nella mia vita: possibile che si siano messi tutti d’accordo? Una frase di Paul Valery: “Non ci sono misteri, c’è soltanto insufficienza di dati o della mente.”

Grazie Iginio, un abbraccio.

 

 

Massimo Pigliapoco “Mamo”

Tratto dal n’1 (2014) di MG Marcheguida


 

 

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