fbpx
Home Curiosità Equipe

“Se uno sogna da solo, è solo un sogno.
Se molti sognano insieme, è l’inizio di
una nuova realtà”
Friedensreich Hundertwasser

La disciplina della Medicina Fisica e Riabilitativa ha il suo valore caratterizzante nel lavoro in team. Non siamo da soli nel perseguire l’obiettivo di ottenere la maggior autonomia possibile per la persona colpita da una patologia disabilitante. Un efficace modo per comprendere che cos’è il lavoro in team è raccontare come si svolge una giornata tipo nell’Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Ospedale di Treia, diretta dal Dr. Giorgio Caraffa, che con i suoi 15 posti letto è l’unico avamposto di Riabilitazione Intensiva Pubblica dell’Area Vasta 3 Asur-Marche.

C’è la signora Rosa di 76 anni. La signora Rosa ha avuto una ischemia cerebrale che le ha lasciato un deficit di forza all’arto superiore ed inferiore di destra, lei che era così brillante, sempre pronta ad aiutare figli e nipoti, adesso non riesce a lavarsi e vestirsi, non riesce a mangiare da sola e poi quando ingoia ogni volta ha quell’orribile sensazione di nodo alla gola (disfagia si chiama in termine medico) ed ogni tanto le sembra proprio di soffocare. Per la signora Rosa arriva alle 7.30 circa, la signora vestita di giallo (operatore socio-sanitario: OSS) che con pazienza (anche se ha risposto già a 20 campanelli) l’aiuta a prepararsi per la seduta di fisioterapia delle ore 8.00. La rieducazione inizia già in camera bisogna scendere dal letto, andare sulla carrozzina e arrivare in bagno per i bisogni fisiologici, per lavarsi e cambiarsi. La signora vestita di giallo accompagna la signora Rosa in tutte queste azioni, passo, passo. Intanto i campanelli continuano a suonare, va la signora vestita di bianco (l’infermiere professionale) a controllare che non ci siano cose urgenti, mentre con il carrello dei farmaci sta distribuendo con attenzione le terapie e poi con disinfettante e garze medica decubiti e ferite chirurgiche. Alle 8.00 la signora Rosa arriva in palestra; è pronta per il suo programma di esercizi; oggi inizia la verticalizzazione ed il fisioterapista si carica di parte del peso della nostra Rosa per farle riassaporare la sensazione di guardare il mondo dall’alto. Non è per puro gusto, è faticoso, a volte è doloroso, così a fine seduta sia la maglietta del fisioterapista sia quella della signora Rosa non hanno più il buon odore di bucato. Per fortuna insieme alla signora Rosa c’è il signor Giovanni, a cui un Trauma Cranico ha “regalato” ignote doti canore, e allieta la seduta cantando “Rose rosse per te”. Sono arrivati i Medici, di solito sono due. Inizia il giro visite, ma l’infermiere riferisce subito che il signore della camera 3, non è stato tanto bene, ha avuto una crisi respiratoria e il medico del turno di notte ha avuto un po’ da fare. Si va a controllare prima lui; anche se sta meglio è il caso di fare una radiografia del torace ed eventualmente sentire lo specialista pneumologo dell’Ospedale di Macerata. C’è anche la signora della camera 4 che ieri ha eseguito una radiografia all’anca per la sua frattura di femore: bisognerà chiamare anche lo specialista ortopedico per lei….Sarà una mattinata da passare al telefono…ma c’è Damiano, il centralinista tuttofare che non fallisce un numero telefonico nella ricerca dei medici e con facilità si riesce a parlare con tutti e i colleghi con attenzione e disponibilità ascoltano i quesiti e le richieste e collaborano nella gestione dei problemi quotidiani. Il “Tour” delle visite inizia, subito interrotto dall’arrivo della persona che oggi si ricovera. L’infermiere deve abbandonare il giro visite, per l’accoglienza del nuovo. Oggi non sono arrivati tutti i farmaci dalla Farmacia centrale, manca il pranzo modificato per la signora Rosa e non è arrivata la sacca per la trasfusione della signora Maria (c’è sempre una signora Maria). Un fisioterapista si è ammalato….Aiuto Lorena (la Coordinatrice), pensaci tu. Alle ore 11.00 è tutto in ordine: medicine, sacche di sangue, fisioterapisti e pranzo. Anche il “Tour” è finito, tra sorrisi regalati e ricevuti, dolori da calmare, qualche momento di rabbia da capire e una lacrima da asciugare. Ma ci sono da preparare le lettere di dimissione di chi domani andrà a casa, valutare con i fisioterapisti come procedono le attività in palestra e il figlio della signora Maria vuole sapere “come sta andando la mamma”. La Signora Rosa intanto, dopo un breve riposo, viene accompagnata in carrozzina nello studio della logopedista per la seduta terapeutica volta a migliorare la sua capacità di deglutire. Qui, dopo che la logopedista l’ha sistemata bene in carrozzina e ha verificato che non ci fossero problemi nello stare seduta (la logopedista a volte deve fare un po’ la fisioterapista), viene sottoposta a stimolazioni varie del cavo orale a prove con alimenti di consistenze diverse e con liquidi un po’ più densi. Rosa non ama molto percepire la difficoltà ad ingoiare e preferirebbe che per qualche giorno le mettessero tutto il cibo di cui ha bisogno attraverso le vene. Ma le hanno spiegato, i primi giorni di ricovero, in una riunione con il medico fisiatra, il fisioterapista e la logopedista (la chiamano riunione di equipe e ne dovranno fare altre nel corso della sua lunga degenza), che lei è stata colpita da ictus per cui alcuni neuroni non funzionano più e quelli vicini debbono sostituirli e imparare cose nuove; le hanno spiegato che questa è la riabilitazione, è un percorso faticoso e difficoltoso, ma tutte queste persone sono qui per lei, per accompagnarla su questa strada e dare una guida al suo cammino… Allora è lì per imparare di nuovo a deglutire come un bambino che viene svezzato. Finalmente un po’ di riposo per tutti i degenti: E’ ora di pranzo; tutti in mensa dove l’infermiera e l’OSS hanno apparecchiato la tavola. Ma mentre la signora Rosa, la signora Maria e il signor Giovanni ed i loro compagni di avventura mangiano, altri aggiornano cartelle, discutono dei casi più complessi, programmando strategie riabilitative, somministrano terapia, richiedono esami, si occupano di problemi organizzativi. Anche il pomeriggio è impegnato per la signora Rosa, schiaccia il pisolino pomeridiano, ma poi deve fare la seduta di trattamento con gli esercizi per l’arto superiore e quindi di nuovo in palestra. Alla fine la pulizia e l’ordine viene riportato in corsia e nelle palestre dalle signore delle pulizie. A sera dopo le sedute di fisioterapia, di logopedia, di training del cammino, dopo le riunioni, le parole, i farmaci, le medicazioni, le lettere, le cartelle, dopo le ultime gocce per dormire, c’è silenzio nel reparto. L’infermiere, come un angelo custode, ascolta i respiri, i sogni e gli incubi e prepara nel silenzio il lavoro di domani. Tutto questo moltiplicato per quindici, tutto questo moltiplicato per 365 giorni. Forse non è ancora molto chiaro il lavoro del team riabilitativo; non è solo questo e non è facile da raccontare. E’ un lavoro un po’ scientifico e un po’ artigianale, in cui ogni operatore con la sua competenza, il suo ruolo ed il suo essere persona collabora nel definire una nuova autonomia per chi l’ha improvvisamente perduta, perché autonomo è chi si governa con leggi proprie.

 

 

Giorgio Caraffa
Tratto dal n’2 (2014) di MG Marcheguida


 

Seguici:

Leave a Reply

COL SORRISO SULLE MARCHE

Grande successo per il terzo appuntamento a Civitanova Marche di “Aperiarte”, il nuovo format concepito da Alessandra Lumachelli, che prevede un aperitivo alla presenza...
Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial