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Home Curiosità Euforia da vendere

Non tutto quello che conta può essere contato,
non tutto ciò che può essere contato conta.
A.Einstein

Quando pensiamo alla figura dell’imprenditore di successo, di solito abbiamo in testa un modello stereotipato, frutto di false interpretazioni televisive o cinematografiche, che ci hanno infuso una serie di pregiudizi che, il più delle volte, hanno poco a che fare con la realtà. Conosco Graziano Paccapelo da non molto tempo, ma, fin dal primo incontro, ho provato una piacevole sensazione ogni volta che ci siamo visti, e ciò mi ha spinto ad approfondire alcuni aspetti che lo riguardano, non tanto per scovare qualcosa di strano, ma per saggiare l’ennesima volta la mia capacità intuitiva, cioè quella naturale tendenza che più o meno ci permette di entrare in empatia con il prossimo e da un incontro far scaturire un’amicizia. Graziano è la terza generazione di una dinastia di imprenditori che da più di un secolo produce e commercializza prodotti di elevato contenuto tecnologico e qualitativo.


“Graziano, di solito si dice che il capostipite crea, la seconda generazione stabilizza, la terza distrugge; mi sembra che nel tuo caso le cose siano andate diversamente.”


“A volte le regole sono fatte per essere infrante. A parte gli scherzi credo che nella vita ci voglia un po’ di fortuna, e , se si vuol riuscire, anche tanto impegno. Mio nonno iniziò la sua attività nel 1909 con l’acquisto di una caldaia a vapore che, una volta studiata nei minimi particolari, gli permise nel ’24 di costruire la prima macchina trebbiatrice ad alta tecnologia che fece subito scalpore per la sua efficienza. Fondò le Officine Artigiane dei F.lli Paccapelo e per anni fu all’avanguardia nella produzione di tali macchinari. Nel dopoguerra l’economia del nostro territorio si spostò dall’agricolo al settore calzaturiero e, naturalmente, sia mio nonno che mio padre indirizzarono la loro attenzione verso quella tendenza. Nacque il Gruppo Paccapelo, un gruppo di medie imprese dedicate, oltre che alla meccanica, anche alla produzione di suole e prodotti specifici per la calzatura, commercializzazione di pellami naturali nazionali ed esteri, e una concessionaria di materiali sintetici di aziende internazionali. Subito dopo il diploma di scuola superiore entrai anch’io nell’azienda di famiglia, e, grazie a quella euforia tipica della gioventù, cominciai a viaggiare concentrandomi anima e corpo all’espansione dell’azienda. Ora lavoriamo in diversi paesi del mondo e abbiamo uffici di rappresentanza in Cina, India e Brasile, oltre che in Italia ovviamente.”


“Euforia che, nonostante i decenni, non mi sembra sia calata di una virgola. Come ci si mantiene così vitali?”


“Penso che al di là della propria indole, sia fondamentale essere allevato in un ambiente capace di trasferire i valori di base dell’esistenza, quei valori universali validi ovunque e comunque. Ho mantenuto intatto il ricordo delle parole di mio padre: “Ricordati che la vita, per quanto possa sembrare lunga, è molto breve; è un affacciarsi alla finestra.” Poi mio nonno aggiungeva: ”Dietro un grande successo si nascondono due realtà, o un delitto, o un grosso sacrificio, ora scegli. Quando andrai in piazza, o in giro per il mondo, se coloro che ti incontreranno ti riconosceranno per la tua moralità, allora potrai andare a testa alta, altrimenti…tutto il resto non fa parte della mia etica. Il successo non è soltanto una questione di denaro, è un amalgama di ingredienti che non possono essere contenuti in un portafoglio. Impegnati in tutto ciò che fai al meglio delle tue capacità, e non essere impaziente; se hai lavorato bene, il risultato arriva.”


“In un angolo della tua azienda ho visto una tastiera e un piano verticale: li suoni tu?”


“Si, la musica è la mia passione e il mio rifugio. Alcune volte, quando giro per il mondo, saper suonare uno strumento aiuta a socializzare; non puoi immaginare quanti contatti ho stretto grazie alla musica. Poi è un rifugio: quando sei impegnato per giorni e giorni in viaggi e contrattazioni d’affari, prima o poi, ti devi rilassare, altrimenti scoppi. La musica mi permette di staccare la spina e rientrare in me stesso.”


Nella mia vita ho conosciuto qualche diplomatico, il cui compito dovrebbe essere quello di allacciare rapporti tra gente di nazionalità diverse. Se tale ruolo fosse occupato da personaggi come Graziano, forse il nostro paese godrebbe dell’autorità che le è sempre aspettata… Un abbraccio Graziano, e a presto.

 


Massimo Pigliapoco “Mamo”

Tratto dal n’2 (2014) di MG Marcheguida


 

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