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Home Curiosità Falerio o Falerio Pecorino?

Chi sa le differenze che sorgono fra le due denominazioni?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e spiegare le ragioni dei due nomi. Innanzi tutto il Falerio insieme al Falerio Pecorino sono delle DOC e si distinguono dall’Offida Pecorino DOCG. Sia il Falerio Pecorino DOC che l’Offida Pecorino DOCG nascono nel 2011 in quanto prima esisteva solo il Pecorino DOC e ricadeva sotto i territori del Piceno. Nel fermano invece era presente soltanto il Falerio dei Colli Ascolani come unica DOC. A livello commerciale però quest’ultimo non è mai decollato nonostante gli sforzi dei produttori e le varie manifestazioni in suo onore.
Dal 2011 si è voluta regalare ai produttori fermani una nuova DOC con la ricaduta dell’Offida Pecorino DOCG: il Falerio Pecorino DOC che si può produrre nei territori di Fermo al di sopra dei 700 mt. s.l.m. insieme al Falerio. Dopo aver fatto i dovuti chiarimenti andiamo a spiegare le differenze fra i due vini con cui abbiamo iniziato il nostro discorso. Il Falerio che rimane sostanzialmente un blanded puro è lavorato con i vitigni: Trebbiano toscano dal 20 al 50%; Passerina dal 10 al 30%; Pecorino dal 10 al 30% e un massimo di 20% con vitigni non aromatici a bacca bianca idonei per essere coltivati nelle Marche. Le percentuali su cui varia il disciplinare vengono scelte dai produttori purché non vengano superate. Il Falerio Pecorino invece viene lavorato con un uvaggio del vitigno Pecorino per un minimo dell’85% mentre per il restante 15% con vitigni a bacca bianca, non aromatici, come appena descritto per il Falerio. Il Falerio Pecorino viene lavorato da alcune cantine marchigiane anche in purezza ottenendo buonissimi prodotti. Le differenze che troviamo in bottiglia, oltre alla spiccata acidità e l’aumento del titolo alcolometrico da parte del Falerio Pecorino c’è una più omogenea caratterizzazione del prodotto che viene riconosciuto in bocca ed al naso con maggior precisione dal consumatore. Per quanto riguarda il Falerio invece, date le maggiori libertà concesse dal disciplinare, un’etichetta potrebbe essere totalmente diversa dall’altra anche se entrambi Falerio. Tutti e due si abbinano benissimo ai piatti di pesce della zona di produzione, ma anche con salumi mediamente grassi e formaggi non molto stagionati. Quando vi presenteranno i due vini non indugiate, due ottimi prodotti della nostra terra che non possono essere succedanei, entrambi però, ottimi compagni di cene e convivialità!

 

 

Luca Luciani
Tratto dal n’2 (2014) di MG Marcheguida


 

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