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Home Curiosità Giovanili

Quando la redazione di MG mi ha comunicato che questo numero è dedicato ai giovani non mi sembrava sensato chiedere un pezzo proprio a me. Che non li conosco e non li frequento, poiché non sono giovane e, soprattutto, mi auguro di non essere giovanile. Condizione, quest’ultima, che in alcune circostanze deforma normali adulti in ridicole macchiette perniciose per sé e per gli altri. I giovanili sono sempre esistiti e quando li subivamo, perché eravamo giovani, se non ci muovevano a compassione scatenavano la nostra ilarità. E’ la categoria a cui apparteneva il babbo della compagna di scuola che ci dava un passaggio in macchina e invece di trasportarci zitto e buono per apparire moderno si metteva a fare lo battute a doppio senso, dimenticando che a quell’età noi si era più integraliste della buoncostume. E’ la signora col cinturone allacciato a un girovita da mongolfiera, come se inguainarsi in un look da velina sia sufficiente a mascherare lo strato di grasso superfluo di una megattera, e se s’imbattono in un aitante trentenne che potrebbero aver allattato, da ruvida e pratica matrona si trasforma in una bamboleggiante smorfiosa in grado di squittire.
I giovanili sono quelli che dichiarano: “anche se ho cinquant’anni me ne sento venti” e pretenderebbero di affascinare delle universitarie, o se intercettano un gruppo di adolescenti che gioca a palla si getta nella mischia. E, naturalmente, dopo dieci minuti di corsette con la lingua di fuori e i sintomi dell’infarto, abbandonano fingendo di rammentare all’improvviso un appuntamento urgente. Sono quelli che vogliono venire a ballare ma poi, schiantati sul divanetto, guardano l’orologio e criticano la musica. Che per loro non è musica, è troppo alta per riuscire a parlare e domandano quando iniziano i lenti. Sono quelli che se la moglie non fosse una noiosa piantagrane si rifarebbero la moto. Oppure la moto la guidano ancora, ma per scendere ritirano la gamba con le mani e si rimettono in posizione eretta scricchiolando come un vecchio fienile durante un evento sismico. A contatto con dei teenager si lanciano in un temerario uso dello slang, ignorando che il linguaggio dei minorenni muta quotidianamente e i loro termini all’avanguardia sono già incomprensibili arcaicismi. Mentre c’è chi realmente guarda avanti. Conosco anziani che al termine di giornate piene di lavoro, hobby, nipoti, faccende domestiche e interessi vari si mette in ghingheri e va in balera. Ho una zia che segue attualità e politica con maggiore lucidità di un commentatore TV e una che si scambia ricette con le amiche su facebook. Ho una madre settantenne che compra e vende su EBay dall’Ipad e un padre di ottantun anni che costruisce barometri e apparecchi di precisione sintonizzato su MTV. Ma non sono giovanili. Loro sono giovani.

 

 

Valentina Capecci

Tratto dal n’1 (2014) di MG Marcheguida

 


 

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