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Il circuito del gioco d’azzardo in Italia e il Decreto Dignità

Mentre l’Italia e il resto d’Europa discute circa la possibilità di oscurare o limitare il raggio d’azione dei casinò online, il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko attraverso un decreto presidenziale ha legalizzato le sale da gioco digitali. La notizia battuta in agenzia il 9 agosto, apre verso nuovi scenari in momento molto delicato per l’industria del gioco online. Si tratta probabilmente della prima notizia davvero positiva per la filiera del gioco. Come ricorderete prima dell’attuazione del Decreto Dignità in Italia, nel resto d’Europa durante i mesi scorsi abbiamo assistito a un fiorire di leggi, emendamenti e referendum popolari per limitare o modificare le norme vigenti specifiche sul gioco d’azzardo e in particolare sul segmento online. Ricordiamo che mentre negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito, la filiera del gioco online rappresenta una parte sempre consistente del gambling, nel resto d’Europa i casinò online pur essendo molto diffusi sono poco praticati dagli utenti che prediligono ancora il gioco di tipo fisico dei casinò live terrestri. Tuttavia, anche a causa dell’opinione pubblica, della politica e di una parte della stampa specializzata, questo settore virtuoso ma di nicchia, viene periodicamente accusato di essere un problema sociale per tanti individui e famiglie. Tutto questo corrisponde a verità? Il gioco d’azzardo è sempre esistito, ben prima di internet era praticato e diffuso in tutto il mondo; non solo, per molti secoli era una prassi di un certo ceto sociale elevato. Chi giocava non veniva certo visto sotto una cattiva luce. Le cose sono via via cambiate e il gioco è passato dall’essere un’esclusiva d’elite a un’idea più nazional popolare di svago e divertimento.

Nel corso degli ultimi 10 anni in Italia il gioco, specialmente quello di tipo fisico ha prodotto un fenomeno conosciuto oggi come azzardopatia e ludopatia. Si tratta di una forma di gioco patologico che viene oggi curato nelle Asl di competenza territoriale. I casi di ludopatia sono aumentati di anno in anno, arrivando a raggiungere la cifra di 400 mila casi certificati durante il 2017. Gli effetti di questo fenomeno hanno portato l’attuale governo a proibire la pubblicità per il gioco d’azzardo e a creare nuove barriere e cuscinetti per impedire ai soggetti affetti da ludopatia di poter gestire meglio questo tipo di problematica. Nonostante la legge sia stata eseguita per questi fini, ci sarà sicuramente un contraccolpo economico che verrà assorbito in misura maggiore proprio dal segmento del gioco online. I casino online italiani nonostante siano un settore in rapida crescita ed espansione rappresentano a tutt’oggi solo il 10% della spesa nazionale sul gioco d’azzardo. La fetta più consistente è da dividere tra le varie lotterie, istantanee e non e il gioco di tipo fisico. Questo almeno stando ai dati analizzati dal Senato tra il 2015 e il 2018. Tuttavia a subire il maggior danno per via del divieto della pubblicità per il gioco sarà proprio la filiera del gambling online. Il motivo è facile da capire: si tratta di una nuova realtà industriale emergente che punta molto sulla pubblicità e sulle inserzioni online. Il Decreto Dignità andrà però a ledere la possibilità di manovra di tale settore. Si tratta di una soluzione che i gestori dei siti online hanno ampiamente criticato come poco efficace e alla lunga dannosa. Il motivo? Il Decreto alla lunga potrebbe favorire proprio quei siti che erano stati oscurati e aggiunti alla black list in quanto non a norma con le leggi di trasparenza secondo il giudizio dell’ente AAMS che si occupa di gestire il gioco legale in Italia.        

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