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Home Curiosità La principessa, la costellazione e la galassia

Una bella immagine per l’estate è la galassia di Andromeda. Il nome della galassia deriva da quello della costellazione in cui è inserita: Andromeda appunto. La dobbiamo cercare nel cielo notturno volgendo lo sguardo verso nord. La storia legata a questa costellazione è una delle più belle che la mitologia greca ci ha regalato. La madre della principessa Andromeda, la regina Cassiopea moglie del re Cefeo, era una donna bellissima che, cosciente di questa sua virtù, non esitò a farsi beffe delle ninfe nereidi, considerate fino a quel momento le più belle e desiderabili. Toccate nel vivo le ninfe chiesero al dio Poseidone loro protettore di vendicarle. Il dio non esitò un istante e inviò sulle coste del regno di Cefeo un mostro marino che fece scempio di ogni cosa. Il povero Cefeo, in cerca di scampo, interpellò l’oracolo di Ammone, ma il responso che ottenne lo sconvolse. Il mostro marino poteva essere allontanato solo sacrificandogli la principessa Andromeda. La poverina, suo malgrado, venne legata ad uno scoglio in attesa che l’empio mostro se ne cibasse. Mentre tutti piangevano attendendo il compimento della tragedia ecco che, alto nel cielo, forte dei suoi sandali alati, passò sopra quel luogo il prode Perseo di ritorno dall’aver decapitato la terribile medusa. Perseo scorse dall’alto la bellissima fanciulla e subito se ne invaghì. Quando il mostro sorse dalle acque invece della timida principessa incontrò la spada di Perseo e per lui non ci fu scampo. Non serve aggiungere che Andromeda, innamorata perdutamente del nostro eroe, ne divenne la sposa. Le cose però non dovevano essere così semplici come appaiono , e questo è uno degli aspetti più affascinanti della mitologia, perché il nome Andromeda in greco sta ad indicare una dominatrice di uomini… Tutti i personaggi della storia sono raffigurati nel cielo. Guardando verso nord possiamo scorgere le corrispondenti costellazioni. La galassia di Andromeda condivide con la principessa della nostra storia l’eleganza e la bellezza. Rappresenta l’oggetto più lontano nel cielo visibile ad occhio nudo. In montagna o in altro luogo con un cielo sufficientemente scuro è possibile intravvedere, cercando nei dintorni della costellazione di Andromeda, una sorta di batuffolo di cotone di trama quasi inconsistente: è la galassia di Andromeda. Al telescopio appare in tutta la sua magnificenza e dire che dista da noi ben due milioni e mezzo di anni luce: una distanza abissale, dinanzi alla quale il tempo effimero della nostra vita appare in tutta la sua inconsistenza. Se durante tutta l’esistenza non facessimo altro che avvicinarci a lei alla velocità della luce, percorreremmo solo una parte, infinitesima e trascurabile, della distanza che ci separa. Eppure un oggetto così lontano ci attrae e suscita nell’animo emozioni intense che sembrano appartenere in qualche modo ad esperienze di vita lontane e dimenticate. Forse queste sensazioni stanno ad indicare che la nostra stessa esistenza viene da uno di quei luoghi remoti capaci di produrre suggestioni tanto profonde? Quello che sappiamo con certezza è che scrutare gli spazi celesti ci rasserena, il ritmo della respirazione rallenta, le ansie si placano e nel cuore, d’incanto, nasce la meraviglia, che come diceva Aristotele è il punto di partenza per ogni attività umana che si proponga di comprendere com’è fatto il mondo.

 

 

Claudio Bernacchia
Vice-Presidente Associazione astrofili ALPHA GEMINI
Tratto dal n’2 (2014) di MG Marcheguida


 

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