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La volpe e l’uva è una delle più celebri favole attribuite a Esopo. Ma con il tempo le cose cambiano. Le volpi perdono il pelo ma non il vizio. Ai tempi d’oggi le volpi fiutano meglio formaggio e ancor meglio carne insaccata. Sta succedendo proprio in questi giorni. In una area di sosta dei nostri Monti, nei pressi del Monte Prata, nel Parco Nazionale dei Sibillini, le volpi sono ancora molto rossicce e sempre affascinanti. E sono attratte da un chiosco di prodotti tipici, che propone salumi e formaggio ai turisti o ai viaggiatori di passaggio che vanno e vengono da quelle parti e verso Castelluccio di Norcia. Questa scena apparentemente banale ha risvegliato il fanciullino che è dentro ogni uomo e donna di qualsiasi età e nazionalità. Mentre le due volpi, forse una famiglia, (visto che, quella più piccola e rossiccia, mostrava un petto pronto per allattare, mentre l’altro inizialmente più schivo da un colorito più chiaro, era probabilmente un maschio) erano lì a soddisfare in maniera molto umana la loro voglia di nutrirsi e come gli umani hanno pensato di avvicinarsi al chiosco, incuranti dei pericoli di una strada vicina e della presenza di tante persone in zona. L’area è molto interessante perché oltre al chiosco di viveri c’è una fontana da dove sgorga continuamente acqua di grande qualità e sempre fresca. Se all’inizio qualcuno si è fermato per acquistare qualche prodotto tipico, o per portarsi a casa un po’ d’acqua di sorgente … poi tutta l’attenzione è andata alle due volpi. Simpatiche, coccolone (quasi si lasciavano accarezzare) mentre qualche genitore triste triste avvertiva i propri bambini con un triste triste :«Attento ti può mordere!» Gli animali non mordono mai e se lo fanno è solo quando sono in grandi difficoltà o in grandi necessità, mentre noi umani riusciamo a farlo per gioco, per sport, perché ci da fastidio, perché abbiamo paura (guerra preventiva), ecc… Per tutti è stato uno spettacolo che è arrivato al cuore, perché le due volpi non erano attori ma erano naturali e spontanee e coraggiose probabilmente avevano anche dei cuccioli da svezzare e proteggere. Ed ecco allora che nessuno è voluto risalire in auto senza portarsi a casa un “souvenir” di questo incontro. E via dunque a foto con cellulari, macchine fotografiche digitali e apparecchi professionali, le due volpi si lasciavano tranquillamente fotografare senza chiedere l’obolo (come fanno le statue umane che campeggiano oramai in tutte le città, dalle più grandi alle più piccole), loro volevano solo nutrirsi dei nostri avanzi per tirare avanti.

 

 

Giuliano Rossetti
Tratto dal n’1 (2014) di MG Marcheguida

 


 

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