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Home Spettacolo Macerata Opera Festival 2018: Elio e Francesco Micheli celebrano Rossini

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Martedì 31 luglio 2018 è andata in scena all’Arena Sferisterio la celebrazione per i 150 anni dalla morte del grande compositore Gioachino Rossini. Protagonisti dell’ evento due “ agiografi “ d’eccezione come Elio degli Elio e le Storie Tese e Francesco Micheli.

Tema centrale della serata la vita e la rivoluzione apportata nell’ Opera dal genio pesarese, considerato uno dei pionieri del romanticismo in musica e annoverato fra i suoi più illustri interpreti.

I PROTAGONISTI – Francesco Micheli, l’ex direttore artistico del MOF che per un lustro ha ottemperato con successo al difficile compito di risollevare le sorti economiche del festival maceratese, traghettandolo verso un concetto di Opera e coinvolgimento del pubblico 3.0 ad alto tasso di successo, operando scelte coraggiose e lungimiranti, attraverso produzioni e coproduzioni low cost ad alto gradimento di critica e di pubblico ( Aida 2014, Norma 2016, Festa dell ‘ Opera Tolentino 2016, Turandot 2017, solo per citarne alcune ) si è presentato in Arena nella veste di anchorman e grande mattatore; il calore e gli applausi che il pubblico gli ha tributato sono stati il giusto riconoscimento per i 5 anni di eccellente lavoro.

Al suo fianco il cantante Elio, protagonista con la sua band del rock demenziale a cavallo fra gli anni 80 e i 2000, qui impegnato a rivestire il ruolo del grande compositore pesarese.

IL PALCO – Campeggiava, al centro della scena, l’organico al completo dell’ ORCHESTRA REGIONALE DELLE MARCHE sotto la conduzione del maestro Francesco Lanzillotta.

Faceva da contorno, ai lati del palco, uno stuolo di manovalanze, le vere manovalanze dello Sferisterio, la grande macchina umana del dietro le quinte che Micheli ha voluto omaggiare e ringraziare attraverso una serata tributo sotto le luci della ribalta.

Completavano il cast sulla scena i cantanti già impegnati nelle tre opere in cartellone, che si sono alternati insieme ad Elio, protagonista di un Barbiere di Siviglia simpaticamente rompitimpani, nell’ intonare senza vette canore, data la natura goliardica e godereccia della serata, le più celebri arie rossiniane.

Elio e Francesco Micheli celebrano Rossini allo Sferisterio: la recensione dello spettacolo

Una serata appunto concepita col voluto intento di intrattenere e far divertire parlando di cultura (con esiti, ahimè, piuttosto alterni nel corso della serata) ad un pubblico prevalentemente agnostico e popolare.

Ce lo conferma l’entusiasmo riscosso dalla virata del traghettatore Micheli, che ha trasformato la platea dell’Arena nel pubblico del talent X Factor, pronto a esultare, gridare, applaudire o dissentire con chiassoso fragore, orchestrato dal gesto dell’ ex direttore artistico.

(I sottoscritti, e probabilmente anche altri astanti, si sono volentieri sottratti a questa riduzione/involuzione televisiva).

Sebbene l’esito della serata sia piuttosto discutibile, a Francesco Micheli va riconosciuto comunque il merito di aver sdoganato la cultura operistica aprendola ad un pubblico più vasto, fatto soprattutto di giovani (tradizionalmente restii, quasi allergici a questo tipo di frequentazioni ).

Una divulgazione ad ampio spettro dell’ Opera d’ Arte (non si possono fare i numeri al botteghino coi soli addetti ai lavori)  richiede innanzitutto una ventata di novità che spazzi via quella polverosa, obsoleta, stantia, vetusta patina di accademica e compassata solennità fatta di tecnicismi ed elucubrazioni intellettuali per soli esperti.

Micheli ci ha offerto un saggio di questa sua mesmerica lungimiranza il primo agosto 2016 quando, all’ interno della meravigliosa cornice del Castello della Rancia, deliziò e tenne incollati per oltre un’ora gli astanti, proponendo una formula multidisciplinare originale e geniale per la comprensione all’ Opera.

Ci rivelò, con un linguaggio colto ma decodificabile da chiunque, curiosità e aneddoti dei suoi protagonisti, rendendoli vivi, mettendone in luce personalità, vizi, virtù e difetti, gli stessi dell’ uomo contemporaneo, attualizzando i personaggi attraverso video proiezioni che spaziavano dai Pink Floyd allo Squalo, passando per la musica di Vasco Rossi.

La serata rossiniana ha visto i suoi unici picchi quando Micheli, da solo sulla scena, ci ha proposto i suoi monologhi, caratterizzati da un climax ascendente fatto di pathos ed intensità ad alto tasso di coinvolgimento emotivo (un omaggio forse al crescendo rossiniano?) accompagnati da video proiezioni e dalle musiche del compositore marchigiano.

L’Arena Sferisterio e le immense potenzialità culturali che la nostra terra, arrancando, fatica ad esprimere hanno bisogno di personaggi illuminati e luminosi come Francesco Micheli.

 

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