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Home Eventi Fratto X – Lo spettacolo di Rezza e Mastrella travolge il Lauro...

 Giovedi 14 marzo 2019 Antonio Rezza e Flavia Mastrella sono stati ospiti al Lauro Rossi di Macerata, impegnati con lo spettacolo Fratto X. Scritto, diretto e interpretato dal celebre due romano, lo show ha visto Antonio Rezza sul Palco affiancato da Ivan Bellavista. I due attori-registi si sono mossi all’interno di un geniale habitat creato dall’artista Flavia Mastrella. Fratto X è prodotto da RezzaMastrella, Fondazione TPE e TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello.

Fratto X – Lo spettacolo

Antonio Rezza arriva in città con uno spettacolo travolgente, di grande impatto visivo, in grado di far ridere e riflettere. Sul palco il corpo del “più grande performer vivente” – come lui stesso si definisce, si offre al pubblico in oltre un’ ora e mezza di incessante monologo e atletica resistenza fisica,  voci mutanti, il tutto concentrato in  un solo, camaleontico, organismo.

Il Nonsense è il motivo conduttore dello spettacolo, tipico della comicità dissacrante, disorientante, tagliente e paradossale di Antonio Rezza. L’attore-regista in scena dà vita a personaggi strampalati e circostanze bizzarre, così assurdi da accarezzare la verità e indurre lo spettatore, smarrito e confuso davanti ad un caleidoscopio di parole ed immagini decontestualizzanti e destrutturanti,  a riflettere su teatro, cinema, religione, rapporti di coppia, amore e odio verso la società.

In scena, Rezza è un ciclone di parole e movimenti che si muove all’interno di un geniale habitat fatto di “ macchine volanti e volteggianti “ autentici meccanismi cinetici intelaiati da veli spaziali e fluttuanti, creato ancora una volta da Flavia Mastrella, al suo fianco da trent’anni e premiata insieme a lui con il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia. Un’installazione che l’artista e scultrice romana ha creato come conseguenza di una riflessione sul buio, riempiendo il palco con ostacoli da superare, scie luminose che si materializzano, e quella “X” fatta con teli che si tendono.

Il commento di Flavia Mastrella su Fratto X

«L’habitat Fratto X è un impeto da suggestioni fotografiche.  – spiega Flavia Mastrella – Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. E’ un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3d. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione. Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell’atteggiamento».

Le parole di Rezza

Uno spettacolo surreale, provocatorio, che mette in luce tutto il talento di Rezza. «La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. – scrive lo stesso attore nelle note di regia dello spettacolo – Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più».

Fratto_X ha esordito nel dicembre del 2012, mantenendo intatto, negli anni, quel velo di follia creativa che ha fatto di Rezza-Mastrella una delle coppie più innovative e sperimentali in Italia. Lo spettacolo sembra inoltre dirci che la genialità scaturisce dalla più totale mancanza di regole, o meglio dalla decostruzione delle nostre regole, quelle che ci diamo per vivere nella realtà. Perché non c’è neanche un pizzico di logica – o si potrebbe dire anche il contrario, tutto è così consequenziale – nello spettacolo di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, assurdo quanto provocatorio, come sempre del resto». 

Autori dell’articolo: 

TESTO Michele Biancucci, Chiara Virgili

FOTO: archivio Fondazione TPE TSI

 

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