Home Curiosità Street food

Le Marche, una regione da visitare in lungo e in largo, per non perdere la sua unicità, per viverla come la vivono i suoi abitanti, per mangiare come loro, tra i più longevi d’Italia. Questo grazie al clima, al ritmo della vita, ma soprattutto al cibo che, se ha saputo mantenere le sue tradizioni anche nel iù rinomato ristorante, non ha perso per nulla al mondo l’attaccamento alle proprie radici in quello da strada. Lo street food marchigiano, parafrasando il grande Gualtiero Marchesi, la storia di una regione. Il nostro percorso inizia ad Ascoli Piceno precisamente in Piazza Arringo con le olive all’ascolana, regine indiscusse dello street food. Preparate con olive di varietà Tenera Ascolana Dop, entrano a far parte del fritto misto all’ascolana assieme alla crema fritta. Il cartoccio più buono è quello di “Migliori” appunto in Piazza Arringo. Nelle vicina San Benedetto del Tronto, nella rinomata riviera delle palme, Olio Pesce Fritto vi aspetta per farvi gustare le migliori specialità di pesce fritto sia da asporto che da assaporare vicino al chiosco, su dei caratteristici bidoni dell’olio. Uno dei posti più emblematici del cibo di strada della Marche è sicuramente il chiosco da Morena in Ancona. Questo chiosco è in corso Mazzini, nei pressi delle Tredici Cannelle di Ancona. È qui dai primi anni Trenta. L’età di questo esercizio si scopre da un dettaglio: il banco di marmo scavato dalle gocce di limone, che ne hanno eroso la superficie scavando dei veri canyon. Oltre ai frutti di mare, il chiosco propone anche baccalà, stoccafisso, alici e tonno. Tutto freschissimo e con una particolare menzione per i bombi e le crocette in porchetta, il classico dei classici di Ancona. Infine ci spostiamo nella patria della sfogliata, appunto, di Urbino. La leggenda narra che il sole sedotto dalla bellezza di Urbino, un giorno volò tanto in basso da impigliarsi in una delle torri del Palazzo Ducale. Fu a forma infuocata dell’astro e le scintille d’oro che ne cadevano, mentre cercava di liberarsi, a ispirare una giovane fornaia nel realizzare una focaccia sfogliata, che per la leggera lievitazione e il desiderio di volare in alto, fu chiamata “crescia”. Si tratta di una pizza a forma di disco di colore dorato, dal diametro di 20-25 cm. di pochi millimetri di spessore. La crescia sfogliata di Urbino, farcita con salumi, formaggi o verdure, è ancora oggi un cibo di strada servito nei piccoli chioschi cittadini. Termina qui il nostro tour enogastronomico marchigiano. Molte opportunità per tutti i gusti ma soprattutto per tutte le strade.

 


Massimo Granati
Tratto dal n’2 (2014) di MG Marcheguida


 

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